Il Tirreno

Pontedera

Omicidio di marina 

«Sì, Michele era in pineta ma non l’ho visto sparare»

«Sì, Michele era in pineta ma non l’ho visto sparare»

PISA. Ha confermato che era in pineta, ma non lo ha visto sparare. È stato il giorno del teste principale nell’inchiesta sull’omicidio di Ayoub Jarmouni, il 19 enne marocchino, una vita da sbandato...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Ha confermato che era in pineta, ma non lo ha visto sparare. È stato il giorno del teste principale nell’inchiesta sull’omicidio di Ayoub Jarmouni, il 19 enne marocchino, una vita da sbandato tra Livorno e il litorale, ucciso nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso con un colpo di pistola di piccolo calibro sparato al collo. Davanti al gip Giuseppe Laghezza si è svolto ieri mattina l’incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza di uno spacciatore nordafricano che la polizia ritiene essere un teste fondamentale nell’accusa di omicidio volontario per la quale è in carcere Michele Antonelli, 24 anni, di Calambrone. Teste e arrestato a pochi metri di distanza con l’immigrato protetto da un separè. L’udienza tecnicamente è stata un’anticipazione del processo con le dichiarazioni del testimone acquisite agli atti. Nell’ipotesi che lo spacciatore sparisca dalla circolazione - eventualità che ha spinto la Procura a chiedere l’incidente probatorio - quello che ha detto ieri sarà utilizzabile nel processo a carico del barman del litorale. Da una parte il pm Paola Rizzo e dall’altra l’avvocato Laura Antonelli, che difende il 24enne, e il legale Carlo Alessandro Vaira che assiste uno zio della vittima come parte offesa. Il teste ha ribadito di aver visto quella notte nella pineta di Marina il giovane arrestato. Ma non di averlo visto nell’atto di sparare il colpo di pistola mortale. Per uccidere Jarmouni fu usata una scacciacani modificata. La sfortuna per il 19enne fu quella di essere colpito alla giugulare. Il proiettile ebbe un effetto fatale.

Erano almeno tre i testimoni nell’ambito dello spaccio in zona a dover essere sentiti. Se ne è presentato solo uno ritenuto molto importante dall’accusa. Anche se nel corso dell’interrogatorio non sono mancate reticenze su una serie di approfondimenti pretesi dalla difesa di Antonelli che si è sempre professato innocente. Lui giura di non essersi trovato nella pineta al momento dell’omicidio. Tra il materiale sequestrato in casa a Calambrone dalla polizia c’era anche la custodia in cartone di quella che per gli inquirenti è stata la pistola con cui è stato ucciso Jarmouni, che aveva un fratello il quale vive a Pontedera.

Pietro Barghigiani



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web