Scontro tra Lega e Forzisti dietro il caso tettoia abusiva
I consiglieri comunali del Carroccio avevano scritto una lettera per chiedere alla sindaca Susanna Ceccardi di rimuovere l’assessore Gino Logli
CASCINA. Il “corvo” anonimo svolazza sulla giunta di centrodestra e getta benzina su un fuoco che arde non da ora. Lo scontro politico tra Lega e Forza Italia oggi sotto i riflettori è iniziato da tempo. E coinvolge anche l’assessore all’urbanistica, Gino Logli, di Forza Italia, oggi in totale contrasto con la prima cittadina di Cascina, la leghista Susanna Ceccardi, che ancora non gli ha ritirato le deleghe, probabilmente solo perché le amministrative pisane sono alla porta e spaccare il centrodestra non sarebbe producente. Tiene Logli in giunta sapendo che lui intanto mira ad ottenere un procedimento disciplinare nei confronti di due collaboratori della sindaca. E che sta svolgendo un’azione di verifica nei confronti della tettoia-garage abusiva che la sindaca ha rimosso dal giardino di casa. Logli pensa che siano state commesse alcune irregolarità, se non veri e propri reati. Il corvo, questa la sua sintesi, ha ragione e l’esposto deve avere un seguito giudiziario.
Così, tra una polemica e l’altra – c’è chi sostiene che ci sia un assessore dimissionario, ma Luca Nannipieri smentisce – i giorni passano e il fuoco cova sotto la cenere. In mezzo alle scintille spunta una lettera, ma quella non era anonima, che i consiglieri comunali della Lega avevano scritto alla sindaca per segnalarle «l’assenza di un rapporto costruttivo» con l’assessore. Nella sostanza i componenti del Carroccio non avevano fatto mistero di dire che, a loro avviso, Logli dava l’impressione di voler rallentare certi interventi sui lavori pubblici o che non li seguisse con «la necessaria solerzia». Nella lettera, di cui si era solo vociferato, si elencano una serie di punti, comprese le divergenze emerse quando la sindaca ha deciso di rivedere le competenze della segretaria generale, Rosa Priore, e ha deciso di sostituire il responsabile dei lavori pubblici. L’assessore poi aveva contestato il piano delle assunzioni, pur di competenza di un altro assessore e si era astenuto dal votarla. Insomma, gli scontri non sono una cosa dell’ultima ora. E oggi, Daniele Funel, capogruppo di maggioranza, non nega l’esistenza di quella lettera. «Non era anonima – dice – l’avevamo firmata». Ma subito dopo aggiunge che «per quello che riguarda gli assessori tutte le decisioni devono essere prese in via primaria dal sindaco». E poi, non può fare a meno di aggiungere, «come mai è stato scelto l’anonimato per mandare una lettera su una tettoia? Quante ce ne sono? »
Valerio Lago, di Fratelli d’Italia, con un po’di imbarazzo per la situazione che si è venuta a creare, spiega di non sapere niente della precedente lettera dei consiglieri leghisti. «Non so nulla – dice – Comunque, come con Michele Parrini, tutto è successo per incomprensioni sul modo di amministrare».
C’è poi Paolo Chiellini, in rappresentanza della lista di Forza Italia, che pur con qualche imbarazzo ammette di avere saputo dai giornali i retroscena della tettoia. «Logli mi aveva detto che c’era un caso complesso». Invece sulla lettera scritta dai consiglieri leghisti è puntuale. «Ci era stata illustrata anche a me e a Valerio Petri, ma non l’avevamo firmata. La ritevamo una mossa politicamente non opportuna in vista delle elezioni a Pisa».
Sabrina Chiellini
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