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Pontedera

Tmm, operai bloccano un camion già carico

Tmm, operai bloccano un camion già carico

Il Tir è arrivato durante la notte nella fabbrica presidiata dai lavoratori Gli ex dipendenti non vogliono che vengano portati via i macchinari

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PONTEDERA. Dieci giorni di attesa e poi di nuovo il tentativo di vendere materiale contenuto all’interno del capannone della Tmm per rimpinguare le casse per il pagamento dei creditori. Questo aveva detto al Tirreno il liquidatore della società Roberto Dell’Omodarme non più tardi di venerdì. Ieri, invece, un camion si è ripresentato ai cancelli. Solo che questa volta il mezzo pesante ha varcato l’ingresso ed è stato caricato. Un blitz di notte. Ma che alla fine non è andato in porto. Il camion è tornato a casa vuoto come era accaduto le volte precedenti.

Il motivo di questo “solito epilogo” è la pressione che gli operai hanno esercitato ancora una volta sul professionista pisano. Quando si sono accorti dei movimenti in quella che, fino allo scorso agosto, è stata la “loro” fabbrica, hanno lanciato l’allarme via Facebook e Whatsapp e si sono radunati davanti allo stabile che costeggia viale Africa a Pontedera. Il loro intento è di non far portare via i macchinari e le strumentazioni utili per far ripartire la produzione, sia che arrivi un imprenditore a rilevare tutto, sia che loro stessi si mettano in gioco con una cooperativa e provino a riprendere l’attività produttiva (marmitte).

Da qui la richiesta di vedere cosa fosse stato caricato sul camion. Minuti di confronto con le forze dell’ordine e poi di conciliabolo tra queste e il liquidatore. Al rifiuto di accogliere la richiesta di operai e sindacalisti, per motivi di ordine pubblico il cassone del Tir è stato svuotato. Poi Dell’Omodarme e il suo staff sono usciti, accolti dalle proteste delle persone fuori dai cancelli, e il mezzo pesante è tornato alla base. Gli ex dipendenti hanno ripreso la via del vicino presidio con una grande tensione addosso.

«Non sappiamo davvero come leggere questa situazione – hanno detto i lavoratori – Noi volevamo solo vedere cosa volevano portare via e vendere. I macchinari rappresentano il nostro futuro e non vogliamo che escano dallo stabilimento. Ma sul resto non abbiamo nulla da contestare».

Secondo Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom Cgil, «l’azienda si è comportata molto male fin dai giorni precedenti alla chiusura. E continua a confermare questa impressione. Avevamo chiesto al liquidatore di attendere gli sviluppi dell’incontro che avremo in Regione venerdì, quando è atteso un chiarimento sulla trattativa con un gruppo d’imprenditori del Nord Italia e il coinvolgimento di Piaggio. Dell’Omodarme sembrava avesse intenzione di accogliere questa richiesta, ma il primo giorno utile è tornato. E con una modalità assurda, arrivando di notte. È sinceramente incomprensibile». (a. q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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