Il derby è una questione di famiglia
La supersfida di domenica vista dai Villanelli di Volterra e dai Burchianti di Saline
VOLTERRA. Il derby non è solo una gara sentitissima tra Volterra e il Saline. Non si tratterà solo di una gara che vale per il vertice del girone E del campionato di Seconda categoria, con i blucerchiati della frazione primi con 54 punti, seguiti dai viola del capoluogo, con in mezzo gli altri cugini del Pomarance a due punti dall’una e dall’altra squadra che si affronteranno allo stadio delle Ripaie della città Etrusca. La sfida di domenica sarà anche un affare di famiglia. In tribuna, infatti, ci saranno il tifoso del Saline Giorgio Burchianti, nonno del capitano della squadra della frazione, il difensore Davide Burchianti e Jacopo Villanelli, supporter della Volterrana e fratello dell’attaccante di casa, Andrea Villanelli. È anche per situazioni come queste che l’attesa per la partita si fa sempre più intensa.
Due famiglie nel segno della squadra del posto in cui sono nati e cresciuti i protagonisti di queste due storie che s’intrecciano nella super sfida. Giorgio Burchianti ha quattro figli. Tre di questi, Michele, Franco e Marco hanno giocato nel Saline. Il quarto, Alessandro, del pallone non ne ha mai voluto sapere. Ma suo figlio Leonardo ha ricalcato le orme degli zii. Rendendo orgoglioso, nonno Giorgio. «Ironia del destino – ride il capitano dei blucerchiati – D’altra parte Saline e il Saline fanno parte della nostra famiglia e credo fosse inevitabile. Mio nonno mi dice sempre che l’importante è divertirmi e non farmi male. Ma io dal campo, quando urla in tribuna, sento ben altre cose. Anche la supertifosa è mia nonna Mariapia che mi faceva vedere le cassette dei miei zii quando giocavano, facendomi innamorare del Saline». Ride il 28enne che ha giocato anche nel settore giovanile della Volterrana. Ma suo nonno spera in un gol. «Che bello sarebbe – spiega l’88enne – ma davvero penso che tutto si svolga nella massima correttezza. Anche sulle tribune con i tifosi divisi dalla rivalità, ma spero animati da uno spirito sportivo. Io ho vissuto gli anni Cinquanta e devo dire che il clima nei campi sportivi era molto diverso da oggi, dove i giovani ogni tanto vanno un po’ oltre le righe».
Sulla sponda volterrana, invece, il clima da derby nella famiglia Villanelli, rischia di diventare “pericoloso”. «Tra me e Andrea – spiega Jacopo – c’è un tacito accordo per la preparazione di questa partita. Non ne parliamo molto, anche se l’attesa per entrambi è alta. Io sarò in tribuna a tifare e devo ammettere che, mio fratello a parte, è bello rivedere una squadra formata da ragazzi di Volterra. Questo nuovo entusiasmo sta dando nuova linfa al nostro sport». Andrea spera di segnare, ovviamente, ma dà l’impressione di avere la calma giusta per avvicinarsi nella maniera migliore alla partita dell’anno: «Jacopo mi sostiene e mi segue da sempre. È una partita speciale per la città che tutti noi vogliamo vivere a pieno». (a.q.)
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