Italia
«Un omicidio razzista» La rabbia dei senegalesi
Dopo la morte di Idy Diene l’appello delle varie comunità: non vogliamo vivere nella paura, diciamo basta a chi intende speculare sul timore dell’immigrazione
PONTEDERA. «È stato un omicidio razzista, ma a tutti i nostri ragazzi diciamo: calma e gesso». C’è molta preoccupazione nella comunità senegalese di Pontedera dopo l’uccisione di un loro connazionale a Firenze, fatti contro i quali ieri pomeriggio sono scesi in piazza nel capoluogo toscano migranti ed italiani, insieme ad esponenti delle istituzioni e sindaci, fra cui anche Simone Millozzi. Un allarme lanciato ieri mattina in maniera simbolica a Pontedera, città di Idy Diene, l’ambulante assassinato. Lanciato all’unisono da vari esponenti delle associazioni e comunità senegalesi della Toscana, alla presenza di Aly Baba Faye (comunità di Roma), Diop Mamadou (associazione Senegal Solidarietà), Dia Papa Demba (comunità toscana), Papa Demba Diallo (comunità di Poggibonsi), Khadim Kane (comunità di Montopoli), Fatou Tall (Donne Senegalesi Pontedera), Cheikh Tidiane (comunità di Colle Val D’Elsa) e Cheikhouna Dieng (presidente G. S. Senegalesi Pontedera). Presente all’incontro anche la deputata del Senegal Diarra Fam.
«Siamo parte integrante di questa società, alla quale contribuiamo ogni giorno con il nostro lavoro e vogliono denunciare un clima non più tollerabile – dicono – Dopo i fatti del 2011, come dopo i fatti di Fermo, di Castelvolturno Macerata e Firenze, non possiamo più tacere su chi in questi anni ed anche in campagna elettorale ha voluto speculare sulle paure. Pure in questo clima sociale rovente crediamo che l’Italia debba fare un lavoro di introspezione e riflessione su se stessa, su cosa era, su cosa è e su cosa può diventare. Siamo qui per restare ma non vogliamo vivere nella paura. La società multietnica necessita di una nuova pedagogia sociale a cui l’allargamento dei diritti dei nostri figli, che questo paese non riconosce, avrebbe potuto contribuire. Ai media e alla politica che troppo spesso si concentrano “sull’albero che cade” vogliamo far vedere e sentire “la foresta che cresce”. Noi tutti saremo in prima linea per questo».
Parole a cui sono seguite quelle del sindaco di Pontedera Simone Millozzi. «Firenze e Pontedera sono unite nel ricordo di Idy: un nostro concittadino generoso, solare, disponibile – scrive Millozzi, che si è detto disponibile con le comunità migranti ad organizzare una manifestazione anche a Pontedera – Due città “unite” nella ricerca della verità e della giustizia, nella solidarietà e nella vicinanza alla famiglia ed a tutta la comunità senegalese. Due città “unite” dai valori dell’accoglienza, dell’integrazione, del dialogo e dell’apertura».
Nilo Di Modica
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