Il Tirreno

Pontedera

santa croce sull’arno 

Nuovi appartamenti in affitto per le famiglie evacuate

Nuovi appartamenti in affitto per le famiglie evacuate

SANTA CROCE SULL’ARNO. «Un’operazione da protezione civile». Così ha definito la sindaca di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, i momenti successivi all’evacuazione dell’altra sera delle tre...

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. «Un’operazione da protezione civile». Così ha definito la sindaca di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, i momenti successivi all’evacuazione dell’altra sera delle tre famiglie di senegalesi, otto adulti e tre bambini, dai loro appartamenti di corso Mazzini a causa di un dissesto statico dell’edificio e da infiltrazioni di acqua che cadevano dal solaio. Uno degli evacuati è stato sistemato nel centro ospitalità della Sds. Per gli altri, la soluzione individuata subito dopo l’uscita dalle loro abitazioni era l’ostello di Ponte a Cappiano. Ma dopo una verifica si è capito che la struttura ricettiva non aveva posti disponibili. «Così Misericordia e Pubblica assistenza si sono messe al lavoro per offrire un riparo alle famiglie – dice ancora Deidda – La prima associazione di volontariato ha offerto le brandine, la seconda una stanza grande della sua sede. Non posso che ringraziare i volontari per questo ulteriore servizio reso alla comunità».

In questo senso si è trattato di un’operazione di protezione civile. Ma il problema, adesso, è quello di offrire a queste persone una sistemazione a lungo termine. Anche perché difficilmente gli appartamenti di corso Mazzini, di proprietà di una famiglia di Santa Croce sull’Arno, saranno agibili in poco tempo. «I servizi sociali stanno lavorando a questo caso – aggiunge la sindaca – Credo che cercheremo loro nuovi appartamenti dove potranno trasferirsi. Nel frattempo, però, ritengo che la soluzione migliore sia quella dell’ostello».

La descrizione dei vigili del fuoco, intervenuti dopo l’allarme lanciato dai senegalesi, è abbastanza impietoso. Nella comunicazione del comando di Pisa si apprende che l’edificio storico presenta un dissesto statico di un fabbricato costituito da tre appartamenti. La verifica ha messo in evidenza criticità per quanto riguarda il tetto e i solai a causa di numerose infiltrazioni di acqua e lo stato di vetustà dell’immobile. Da qui l’inagibilità del fabbricato in questione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera