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Via libera alla demolizione dell’ex conceria-simbolo
Il 10 marzo sarà cancellata la Camaleonte, al suo posto uffici, negozi o albergo Intanto il Comune sborsa gli ultimi 120.000 euro per la bonifica dell’ex Gozzini
SANTA CROCE. È stato, insieme a tanti altri, uno dei simboli della Santa Croce che fu. Adesso il sito della ex conceria Camaleonte in via Francesca Sud, si avvia verso un iter di riqualificazione dopo l’approvazione definitiva del piano di recupero finalizzato alla costruzione di nuovi edifici a destinazione commerciale, direttivo o ricettivo. Il rudere sarà demolito il 10 marzo.
Un progetto ambizioso, che sconta tutte le difficoltà del momento. Un piano di riconversione che va ad interessare uno dei punti più strategici dell’urbanistica e della viabilità di Santa Croce: siamo al crocevia, infatti, tra la Francesca Sud e viale di Vittorio, praticamente ai piedi del viadotto della Bretella, in un incrocio delicato. Il nuovo immobile potrà prevedere un ampliamento del 20% rispetto all’attuale estensione, per una superficie utile lorda di 2236 metri quadri e un’altezza massima di 8. Adottato per la prima volta nel 2015, il piano è di fatto già avviato, con il via libera allo smantellamento del vecchio rudere al posto del quale potrà, in teoria, sorgere qualcosa di nuovo sulla scia delle destinazioni possibili previste per l’area: atto che la proprietà potrà effettuare entro i prossimi 10 anni.
Il condizionale è d’obbligo data la situazione del mercato, che negli ultimi anni ha reso impervia la strada per una effettiva riqualificazione e ricostruzione del nuovo sul vecchio. Vestigia gloriose del grande sviluppo economico di un tempo, divenute ormai un’eredità ingombrante in mezzo al tessuto urbano della cittadina del Cuoio, sono ancora tante le concerie dismesse in attesa di conoscere il proprio destino, rimaste vuote dopo il trasferimento delle aziende nella nuova zona industriale: un processo avviato dal 1995 per separare la Santa Croce residenziale da quella produttiva e che ormai può dirsi di fatto concluso.
L’immobile in questione era stato inserito dal Comune nel noto elenco dei 12 ex fabbricati conciari per i quali, in virtù della loro collocazione, è prevista un’apposita “scheda norma” che ne disciplina gli indici e le destinazioni dell’eventuale recupero. Vari i siti arrivati, nell’iter, allo stesso snodo della Camaleonte, senza andare oltre. In molti casi infatti i dieci anni previsti per passare al progetto effettivo di ricostruzione sono ormai passati: ne sono esempi le strutture in via Donica e l’ex-Antilope in via di Pelle. «Si tratta in ogni caso di un passaggio strategico non indifferente – spiega la sindaca Giulia Deidda. – Per quello che rappresenta anche da un punto di vista di messa a norma e sicurezza di fabbricati che insistono direttamente sulle strade». Caso-simbolo di tali situazioni di degrado da arginare è sicuramente quello dell’area ex-Gozzini, dove va avanti, a spese del Comune, l’opera di bonifica dall’amianto. «Siamo ormai alla terza fase del piano di bonifica – assicura la prima cittadina. – Con l’ultimo investimento da 120mila euro completeremo definitivamente la rimozione delle coperture in eternit».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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