«Freddo inaccettabile nelle aule» Liceo scientifico, genitori infuriati
Seconda protesta degli studenti in quattro giorni contro l’inefficienza del sistema di riscaldamento Il preside Sandro Scapellato: «È così da vent’anni, con 14 gradi in classe non si può tornare a casa»
PONTEDERA. «Conosciamo già le risposte che ci verranno date. “Ci deve pensare la Provincia”, “Gli abbiamo scritto ma non intervengono”. Noi queste risposte non le vogliamo più sentire. Vogliamo che le istituzioni abbiano a cuore la salute e l’istruzione dei nostri ragazzi. Siamo nelle mani di una Provincia assente e di un Comune che fa orecchie da mercante».
E ancora: «Siamo tutti arrabbiati e delusi da questi enti, che non proteggono e non tutelano. Il preside dell’istituto ha detto più volte che non può farci niente. Il Comune si è interessato? Ha sollecitato la Provincia? Ha interagito col preside per cercare di smuovere questo pantano? Noi siamo abituati a queste vicende piene di burocrazie e tempi di attesa interminabili prima di vedere dei risultati, ma speravamo che almeno i nostri ragazzi rimanessero fuori da questi torbidi meandri dove l’unica cosa certa è il freddo che si devono sorbire per cinque lunghe ore, muniti di giacchetti sciarpe e cappelli».
Con questa lettera, un gruppo di genitori degli studenti del liceo scientifico XXV Aprile torna sul tema del freddo nelle aule. Ieri e martedì alcune classi non hanno svolto regolarmente l’attività didattica. I ragazzi sono tornati a casa perché in un’ala della scuola i riscaldamenti non funzionano a dovere. Le temperature, all’interno dell’edificio, sfiorano appena i dieci gradi. E se dopo lo sciopero degli studenti di martedì il preside del XXV Aprile, Sandro Scapellato, si era dichiarato solidale con i giovani che avevano scelto di tornare a casa, lo stesso non accade con l’episodio di ieri. Scapellato risponde a tono alla lettera dei genitori: «Venerdì nella scuola c’erano minimo 13-14 gradi, che è la temperatura standard. È da vent’anni che la situazione è questa. Il XXV Aprile non è un hotel di lusso, il riscaldamento è vecchio e fornisce calore per quello che può. Per avere più caldo bisogna cambiare scuola, oppure rifare totalmente il sistema di riscaldamento, con costi che in questo momento la pubblica amministrazione non può sopportare».
Poi, sull’intervento del Comune, Scapellato taglia corto: «Non c’entra nulla, non ha competenza in merito. Sta alla Provincia intervenire, ma mi è stato più volte detto che non possono essere fatti interventi. All’amministrazione, invece, dico grazie, perché questa mattina (ieri per chi legge, ndr) alle 5 ha mandato gli operai a sgomberare il cortile dalla neve rimasta. Trovo assurdo l’accusa nei confronti delle istituzioni comunali».
I ragazzi che ieri non sono entrati a scuola, quindi, non hanno l’appoggio del preside: «Martedì hanno fatto bene a non entrare, perché era effettivamente troppo freddo. Ma se all’interno della struttura ci sono 13-14 gradi non si può tornare a casa. Non vorrei – conclude Scapellato – che si siano approfittati della mia benevolenza». (t. s.)
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