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Spaccio di droga nei boschi in 15 segnalati alla prefettura
Blitz notturni dei carabinieri nella vegetazione tra il Volterrano e il litorale Un etto e mezzo tra eroina, cocaina e hashish sequestrati, 4 patenti ritirate
VOLTERRA. Eroina e cocaina comprata e consumata nei boschi. Un triste classico della recente evoluzione dello spaccio e dell’assunzione di droga che non risparmia la Valdicecina. E la dimostrazione arriva dai controlli che i carabinieri hanno effettuato tra il Volterrano e il Cecinese negli ultimi giorni e che hanno portato alla segnalazione alla prefettura come consumatori alla prefettura di quindici persone. Un variegato mondo di persone che va da giovani spacciatori extracomunitari, attenti a non avere quantità di stupefacenti tali da farli arrestare a loro coetanei italiani, giunti nella boscaglia per trovare droga. Ma tra questi ci sono anche cinquantenni che non rinunciano allo sballo.
La compagnia dei carabinieri di Volterra, con l’aliquota radiomobile e gli uomini delle stazioni di Guardistallo, Ponteginori e Monteverdi Marittimo hanno trascorso le ultime nottate a fare controlli stradali e incursioni nella vegetazione. Il risultato è stato piuttosto evidente, oltre alle segnalazioni per consumo di droga: 150 grammi tra cocaina, eroina (le sostante prevalenti) e hashish sequestrati, tutti in piccole quantità, due veicoli sottoposti a fermo amministrativo e avviati al sequestro e quattro patenti do guida ritirate secondo il codice della strada per situazioni legate all’assunzione di droghe.
Un fenomeno, quello dello spaccio e del consumo nei boschi che si adatta abbastanza bene alla Valdicecina, fatta di zone di vegetazione molto fitta tra la città etrusca e il litorale. Proprio di Cecina sono originari alcuni dei segnalati alla prefettura. Ma il resto arriva un po’ da tutte le parti dell’Alta e della Bassa Valdicecina.
Una cosa che stupisce è quella dei cinquantenni che rischiano d’incappare nei controlli delle forze dell’ordine pur di andare a cercare la droga. Nati nel 1970 o nel 1971 che s’infilano nella vegetazione alla ricerca delle postazioni degli spacciatori e che consumano sul posto cocaina o eroina.
E poi c’è da fare la riflessione proprio sui pusher. Si tratta di giovani di origine marocchina che trascorrono tante ore nel bosco, ma riescono sempre a essere trovati in possesso di modiche quantità di stupefacente. Secondo quanto spiegato dai militari dell’Arma, è uno stratagemma per essere considerati anche loro, in base alla normativa, “normali” consumatori e non essere arrestati per spaccio. La segnalazione alla prefettura al posto delle manette è una scappatoia per continuare, di fatto, a vendere droga ed evitare guai ben peggiori. (a.q.)
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