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«Non ne posso più dei furti Tolgo le slot machine»

«Non ne posso più dei furti Tolgo le slot machine»

Lo sfogo di un barista dopo il quarto colpo in un anno nel suo locale a Perignano Nella notte assalto col piccone per rubare le monete delle macchinette

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PERIGNANO. Guardare nello schermo del telefonino un tizio incappucciato che ti sfascia il locale nel pieno quando tutti dormono. Una sensazione d’impotenza che i fratelli Emiliano e Samuele Rofi hanno vissuto ieri notte durante il quarto furto in un anno nel loro locale, il bar Alicante nella zona industriale di Perignano. La videosorveglianza collegata all’allarme e ai loro cellulari ha ripreso interamente la scena, sia quella all’esterno che fuori, visto che dopo il secondo colpo subito pochi mesi fa hanno deciso d’installare ben sette telecamere. Tentativo andato a vuoto, evidentemente. E ora pensano a eliminare le slot machine dal bar.

Erano proprio le macchinette per il gioco d’azzardo legalizzato l’obiettivo dei tre che hanno dato l’assalto all’attività commerciale a colpi di piccone. Un bandito in mezzo alla strada per controllare il traffico, un altro sulla porta e il terzo dentro con una mola elettrica per tagliare i lucchetti che chiudevano gli alloggi per le cassette contenenti gli spiccioli. Tre i dispositivi presenti nell’apposita saletta del locale. A due sono stati solo tagliati, la terza è stata portata via. «Evidentemente non ce l’hanno fatta con i tempi», racconta Emiliano.

Il motivo è semplice: i baristi, una volta vista la scena praticamente in diretta, hanno chiamato i carabinieri mentre si vestivano nelle rispettive case per andare al bar a fare la conta dei danni. Un’auto di militari era alla Capannina di Cevoli e in dodici minuti è arrivata in via Sicilia. Appena quindici secondi dopo la fuga della banda. «Dalle telecamere si benissimo – riprende Emiliano Rofi – Quello in mezzo alla strada, appena vede i fari dell’auto dei carabinieri corre ad avvertire i complici che, in pochissimo tempo scappano lasciando le altre due cassette delle slot machine».

Per un soffio, quindi, le forze dell’ordine non sono arrivate in tempo per arrestare gli autori di un furto, il cui bottino non è ancora definito. La slot è stata presa in consegna dai proprietari della macchina, Giochi elettronici toscani, che farà il conto delle giocate e delle vincite e dirà con quanti soldi sono fuggiti i ladri.

L’unica certezza, al momento, riguarda la riflessione che i due fratelli proprietari del bar stanno facendo rispetto alla presenza o meno delle slot machine nel loro locale. «Nel maggio scorso abbiamo subito un furto pressoché identico – sottolinea ancora Emiliano – È vero che il gioco ti permette di poter contare su entrate fisse e abbastanza consistenti. Ma è altrettanto vero che attirano anche l’attenzione dei ladri che ogni volta provocano enormi danni e ci costringono a trascorrere ore per riempire fogli, fare le denunce, riparare porte o vetrate e dare spiegazioni ai responsabili dell’assicurazione che, in occasione del furto precedente, ci fece capire che le condizioni sarebbero potute cambiare. Oggi siamo di nuovo qui a ripetere le stesse situazioni. E, sinceramente, non sappiamo più se vale la pena oppure no mantenere le slot machine nel bar».

I carabinieri hanno preso possesso delle immagini riprese dalla videosorveglianza e sequestrato il piccone utilizzato per sfondare il vetro della porta d’ingresso, buttato giù poi con una spallata. I soliti elementi per la ricerca degli autori di furti in serie che stanno rendendo difficile la vita di chi abita in provincia di Pisa.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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