«Bimbi sorvegliati sul bus? Una sconfitta»
La sindaca di Capannoli, costretta ad attivare un servizio a bordo, spiega come serva più prevenzione
CAPANNOLI. Il servizio a bordo degli scuolabus dei ragazzi delle scuole primarie di Capannoli si era reso necessario dopo episodi di vero e proprio bullismo. Iniziato a fine gennaio sembra aver dato già i primi buoni risultati.
«I bimbi più agitati continuano a essere agitati – precisa subito la sindaca Arianna Cecchini –. L’auspicio, e alcuni primissimi segnali positivi sembrano arrivare, è che questa serva prima di tutto a monitorare i comportamenti dei bambini. Ma ancora di più che serva alle famiglie. Se, infatti, le persone a bordo che fanno sorveglianza segnalano più volte degli episodi particolari questo può innescare un meccanismo che, almeno speriamo, possa far intervenire i genitori».
La sorveglianza è stata resa necessaria da offese pesanti nei confronti dei bambini più piccoli subiti da quelli di quarta o quinta elementare. In alcuni casi si era arrivati anche a spinte e qualche schiaffo.
«Sono convinta che mettere un servizio di sorveglianza sugli scuolabus sia una sconfitta per la nostra società – confessa la prima cittadina di Capannoli –. Sarebbe auspicabile che, al primo segno di bullismo o violenza la famiglia, ma più in generale la collettività, dovrebbe riuscire a stopparlo».
Il servizio di vigilanza, dunque, è il segno di una sconfitta della società. «La cosa fondamentale per questi fenomeni è la prevenzione – conferma la sindaca –. Adesso riusciamo a tutelare maggiormente i bambini che, per paura di quegli atti di sopraffazione da parte dei più grandi, non volevano più salire sullo scuolabus. Ma la via per trovare una soluzione definitiva e non avere più necessità della presenza di almeno un adulto a bordo è lunga».
Una scelta che con il tempo, dunque, dovrebbe riuscire a responsabilizzare sempre di più i bambini in un momento fondamentale della loro crescita. Va ricordato, poi, come per attivare il servizio il Comune abbia destinato delle risorse proprie.
Soldi pubblici, anche se le cifre sono relativamente piccole, che potrebbero presto essere destinati anche a progetti volti alla prevenzione dei fenomeni di bullismo nelle scuole.
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