L’influenza frena ancora l’afflusso dei donatori al Centro trasfusionale
L’epidemia non è passata, dal Lotti un appello a chi sta bene Avis, Fratres e studenti danno il loro importante contributo
PONTEDERA . Pontedera sa incassare, come un bravo boxeur, e ora vuol ripartire. Questa, all’incirca, la sintesi dello stato di salute del centro trasfusionale del Lotti che, un po’ come tutto il resto d’Italia, ha risentito dell’epidemia influenzale di quest’inizio d’anno. I numeri, come noto, non mentono mai. Prendendo in considerazione le sole donazioni di sangue intero dagli inizi di gennaio, a Pontedera il saldo è in negativo: mentre lo scorso anno si contavano, nello stesso arco di tempo, 744 donazioni, oggi sono 722. Un passivo non così pesante, ma che ha comunque la sua incidenza. Se invece considerassimo le donazioni totali, compresa dunque la plasmaferesi, ecco che il centro trasfusionale pontederese può tornare a sorridere: più 37 donazioni, contando che nei primi quaranta giorni del 2017 erano stati 216 i volontari a donare plasma, mentre quest’anno sono stati ben 275.
L’appello. Un’interpretazione per questo aumento la offre il dottor Fabrizio Niglio, numero uno del centro trasfusionale. «La donazione di plasma è sicuramente più leggera per il donatore - spiega - e in un periodo di influenza come quello recente si fa preferire a quella di sangue». Nonostante la crisi scatenata dall’epidemia sia ormai alle spalle, gli strascichi si fanno ancora sentire. «Visto l’impatto dell’influenza di quest’anno, i numeri non sono del tutto negativi - racconta il primario - ma rinnovo l’appello per chi è in buona salute o ha superato la malattia: venite a donare il prima possibile». Non un’emergenza dunque, ma niente può essere lasciato al caso. «Oltre agli amministratori comunali che hanno subito risposto presenti – continua Niglio - anche tutti gli operatori del centro trasfusionale e le associazioni, Avis e Fratres, stanno dando un grande aiuto per garantire all’ospedale una riserva sufficiente di sangue». Solo coinvolgendo tutti la campagna per diffondere il messaggio, fondamentale, della cultura del dono, si possono ottenere risultati.
I primi frutti. Il caso Pontedera, e la sinergia che si è venuta a creare tra Il Tirreno, Comune e centro trasfusionale ha destato l’attenzione al di là del nostro territorio. «La campagna di promozione portata avanti in questi mesi ha messo sotto la lente d’ingrandimento la nostra città - racconta Niglio - tanto che hanno voluto contribuire alla causa anche i giovani rappresentanti nazionali di Avis e Fratres, direttamente da Firenze». A questi si sono uniti, nei giorni scorsI, le studentesse e gli studenti del villaggio scolastico pontederese. «Anche in questo caso - conclude - è la campagna di sensibilizzazione nelle scuole ad aver portato i suoi frutti».
Tra Volterra e Pontedera. Continua il programma di aperture domenicali del centro trasfusionale del Lotti. Ogni seconda e quarta domenica del mese, i donatori e le donatrici potranno dedicare un po’ del loro tempo a fare del bene agli altri, soprattutto in un periodo, complicato, come questo. In vista di questa domenica, a Pontedera si unirà anche Volterra: il centro trasfusionale di località Diacceroni resterà infatti aperto a tutti i volontari durante la mattinata. Dopo questa apertura straordinaria, in programma dopodomani, sarà possibile, per chiunque lo volesse, donare anche ogni quarta domenica dei mesi pari.
Pietro Mattonai
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