Il Tirreno

Pontedera

Appello a Fai e Italia nostra per il recupero della Badia

Appello a Fai e Italia nostra per il recupero della Badia

Luca Nannipieri, critico d’arte e assessore, vuole far rinascere l’abbazia di San Savino  «Serve una campagna mediatica e civile simile a quella per la Certosa di Calci»

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Si accendono, o meglio si riaccendono, i riflettori sul recupero dell’abbazia di San Savino a Cascina. Ad avanzare una nuova proposta è il critico d’arte, nonché assessore alla cultura e all’istruzione, Luca Nannipieri.

«Lancio un appello al Fai e Italia Nostra per averli accanto a me e a noi per far rinascere l’abbazia di San Savino, che versa in condizioni difficilissime – spiega Nannipieri –. Serve una campagna mediatica e civile, di sensibilizzazione cittadina, come quella che è stata fatta dal Fai per la Certosa di Calci, per le grotte del Caglieron a Treviso, per l’area archeologica crotonese di Capo Colonna, e che hanno portato alla rinascita eccellente dell’abbazia di San Fruttuoso, di Villa Gregoriana di Tivoli, del Castello di Avio».

Come riaprire un canale, anche istituzionale, per recuperare la badia? «Mi sto adoperando per aprire un tavolo di lavoro e di pressione istituzionale e civica, affinché questo eccellente monastero benedettino del dodicesimo e tredicesimo secolo non rimanga in uno stato di grave sonnolenza come lo è da anni – prosegue l’assessore –. Ho le idee chiare sul lungo percorso da fare, con il coinvolgimento pieno dei proprietari dell’abbazia, della diocesi, della parrocchia: l’esempio dei restauri e delle raccolte firme per la Certosa di Calci dimostra che le istituzioni, Stato, Ministero dei beni culturali, Comune, Università, Diocesi, sono necessarie, ma da sole non bastano».

Nannipieri pensa a una mobilitazione civile che coinvolga associazioni e fondazioni di rilievo nazionale, accreditate al Mibact, già protagoniste di recuperi e riqualificazioni di riferimento, come appunto il Fai, Italia Nostra, Civita, Mecenate90.

«Sulla condizione gravose in cui versa l’abbazia, la cui chiesa è, invece, ben tenuta grazie alle premure amorose di don Alberto Armellin, ne parlai su Rai Uno, Striscia La Notizia, Panorama, Il Giornale, ci portai Vittorio Sgarbi e alcuni membri del Consiglio superiore dei beni culturali – spiega in conclusione Nannipieri –. La situazione è molto complicata, anche agli occhi degli esperti, visto lo spezzettamento delle proprietà e l’estensione del complesso abbaziale. Per questo, come primo passo, prima di enunciare gli altri, prima di rivolgermi al Consiglio superiore dei beni culturali, sono a chiedere un tavolo comune con Fai, Italia Nostra, diocesi, Ministero dei beni culturali e rappresentanza territoriale per avviare il percorso di salvataggio e la condivisa riqualificazione dell’abbazia di San Savino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web