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Pontedera

Tmm, l’accusa degli operai: il liquidatore ci discrimina

Tmm, l’accusa degli operai: il liquidatore ci discrimina

La Fiom attacca: «Pagato il mancato preavviso solo a chi non partecipa al presidio» Dell’Omodarme: «No comment». Intanto è stato manomesso l’ingresso dell’azienda

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PONTEDERA. La denuncia è seria e non è stata smentita. «Venerdì scorso li liquidatore della Tmm ha pagato spettanze a una parte di lavoratori, ma solo a ex dipendenti che non stanno partecipando al presidio», ha detto Cristina Parola, una delle protagoniste della protesta davanti ai cancelli dello stabilimento, chiuso lo scorso agosto con il licenziamento di 84 persone. Il liquidatore, Roberto Dell’Omodarme, ha detto di «non poter parlare di questa vicenda». Nessuna conferma, ma nemmeno una smentita di quella che operai e Fiom bollano come «discriminazione».

In una nota, il segretario toscano della federazione metalmeccanici della Cgil, Massimo Braccini, annuncia il ricorso alle vie legali: «Avvieremo le dovute azioni legali affinché sia fatto fronte ai pagamenti di tutti i lavoratori, visto che c’è un preciso accordo sindacale non rispettato da parte del liquidatore, con l’aggravante di una precisa volontà discriminatoria».

Nello specifico, non sarebbe stato pagata l’indennità di mancato preavviso di licenziamento, che varia da dipendente a dipendente in base a qualifica e livello. «Mentre la lotta dei lavoratori Tmm prosegue da sei mesi ininterrottamente, siamo venuti a conoscenza di un fatto gravissimo ad opera del liquidatore. A quanto pare ha fatto fronte alle spettanze salariali solo a parte dei lavoratori, guarda caso a chi a suo avviso non partecipa al presidio. Il tentativo di dividere i lavoratori segna un basso profilo etico e sociale, una condotta discriminatoria ed illegale».

Il clima è surriscaldato. Proprio Dell’Omodarme denuncia il fatto che «il cancello dell’azienda è stato manomesso, impedendo l’accesso, mentre pochi giorni fa era stata parcheggiata un’auto davanti all’ingresso che è stata fatta rimuovere col carro attrezzi dalla polizia municipale».

E Braccini, dal canto suo, ripercorre le schermagli avute col liquidatore: «Dopo la lettera minacciosa e ricattatoria che aveva inviato agli ex dipendenti, adesso il liquidatore ha attuato una delle peggiori azioni anche sul piano personale contro i lavoratori che difendono la loro azienda, scegliendo scientemente chi retribuire e chi non retribuire. Di questo comportamento da “padrone delle ferriere” ne dovrà rispondere personalmente da un punto di vista risarcitorio nei confronti dei lavoratori discriminati. Chiediamo il rispetto dei lavoratori e continueremo a lottare al loro fianco».

Intanto, anche il candidato al Senato per Liberi e Uguali, Paolo Fontanelli, parla della vicenda: «Servono politiche redistributive della ricchezza. Il precariato, i salari troppo bassi, la distruzione dei diritti base dei lavoratori con provvedimenti come il Jobs act e l’abolizione dell’articolo 18 contro i quali mi sono speso alla Camera hanno generato comportanti padronali e prepotenti da parte di alcune aziende, basti vedere il fatto d’aver sigillato i cancelli della Tmm per non far entrare i lavoratori».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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