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Quindici posti di lavoro e quaranta pazienti nella nuova Rems

Quindici posti di lavoro e quaranta pazienti nella nuova Rems

Via ai lavori entro primavera e apertura dopo tre anni Si cercano medici, psicologici, assistenti sociali e infermieri

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VOLTERRA. Circa quindici posti in più con la nuova Residenza per esecuzione misure sicurezza (Rems) a Volterra che l’Asl conta di cominciare a costruire entro primavera e di aprire dopo, al massimo, tre anni. Una buona notizia per la Valdicecina che punta sempre più sull’attività legata al mondo sanitario per creare sviluppo economico sul territorio. Attualmente sono circa 90 le persone che lavorano nella Rems. Ma con la nuova struttura supereranno le cento unità. «Senza contare l’indotto generato dal nostro centro – spiega Alfredo Sbrana, direttore della Rems di Volterra – che comprende personale che lavora nel settore del catering, in quello delle pulizie e in lavanderie».

Ricadute positive nel Volterrano che, con i quasi dieci milioni di finanziamento regionale già stanziato per la realizzazione della nuova struttura, che sorgerà nell’area del parcheggio della zona dell’ospedale, aumenteranno sensibilmente. Le figure che saranno incorporate sono medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, tecnici della riabilitazione e operatori socio sanitari.

In questo momento sono 30 i pazienti psichiatrici in cura alla Rems, di cui ventotto uomini e due donne. Quando sarà aperta quella nuova diventeranno quaranta, suddivisi in due moduli, entrambi da venti persone. In uno saranno solo uomini, mentre nell’altro saranno ospitati 15 maschi e cinque femmine. «Qui svolgiamo un’attività che si basa sulla personalizzazione delle terapie – continua Sbrana – Per quelli per i quali è possibile organizziamo anche attività fuori dalla Rems, come la frequentazione di piscine, partite di calcetto o la coltivazione di orti. E il risultato è significativo, visto che dal primo dicembre del 2015, giorno in cui abbiamo aperto, ci sono stati 62 ingressi e 32 dimissioni, di cui 28 trasferite in strutture di secondo livello e quattro addirittura rientrati nelle loro abitazioni».

La Rems sostituisce gli ospedali psichiatrici giudiziari (opg), ma Sbrana definisce questo nuovo percorso di cura come «un’operazione che ha permesso alla psichiatria di riappropriarsi dei pazienti più gravi. Anche perché la stretta collaborazione con i servizi sociali ci permette di lavorare meglio sui casi più difficili e il numero delle uscite dalla Rems lo dimostra. Si tratta di dati che gli opg non erano in grado di raggiungere».

Presto sorgerà anche a Empoli una Rems, nell’ex carcere femminile, in cui saranno ospitati 9 pazienti che poi saliranno a quindici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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