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il caso

Da una settimana non trova più la salma del padre al cimitero - Video

Alessandro Bientinesi
Il cimitero comunale a Pontedera (Foto Silvi)
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Il cimitero comunale a Pontedera (Foto Silvi)

Pontedera: il corpo del babbo di Monica Galli è stato riesumato: «Mi hanno detto che è in un deposito non accessibile al pubblico, ma per quanto ne so, finché non me lo faranno vedere, il cadavere è stato smarrito»

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PONTEDERA. «Mi hanno detto che la salma di mio padre è da una settimana in un deposito, lasciata da una parte come fosse un sacco di immondizia. Non ho potuto neanche vederlo e non sono ancora sicura di dove verrà sepolto. Per quanto ne so, fino a che non me la faranno vedere, il corpo di mio padre è stato smarrito come una valigia in aeroporto».

VIDEO - "La salma di mio padre scomparsa dal cimitero, trattato come spazzatura"

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In realtà a Monica Galli, una delle quaranta persone che lo scorso 12 gennaio il Comune di Pontedera ha contattato per assistere all’esumazione delle salme dei loro cari, è stato indicato un campo e un numero di cippo. «In quel posto troverà suo padre». Le viene detto.

«Quando sono tornata al cimitero il giorno dopo, il 13 gennaio, avevo in mano dei fiori freschi. Al posto di mio padre c’era un’altra salma. Ho chiesto informazioni a degli operai che stavano lavorando lì vicino e loro inizialmente mi hanno detto che mio padre era lì. Ma il nome sulla croce non corrispondeva – spiega la donna –. Poi alla fine mi è stato comunicato che la salma non era ancora stata spostata e temporaneamente era in un deposito». La donna chiede di poter verificare la presenza del corpo del padre ma gli operai sono chiari. «Non possiamo far entrare nessuno in quella parte di cimitero». Le dicono. «Sono tornata intorno alle 14 di ieri, giovedì 18 gennaio, e ho trovato il cimitero chiuso. Lavori di manutenzione urgente, questo riportava un cartello. E in effetti ho visto delle persone intente a lavorare nelle zone delle esumazioni dei giorni scorsi – conferma Galli –. Il dato di fatto è che da una settimana io non so e non posso verificare dove sia finito il corpo di mio padre. Nel frattempo ho già ricevuto la telefonata per pagare i 300 euro del rinnovo della concessione. Fino a che non vedrò mio padre non pagherò».

Il caso di Monica Galli non è isolato. Anche Sergio Marinari ha vissuto una situazione analoga. «Voglio sapere cosa succede ai nostri defunti, visto quello che è capitato con mio padre». Si dice pronto anche a rivolgersi a un legale per tutelare quello che ritiene un diritto violato. «Verificato che la salma non è ancora decomposta, non capisco perché non venga lasciata nel posto dove si trova. Invece viene esumata, con strazio indicibile per familiari e parenti». Marinari chiede se questo è il modo corretto di operare e quali verifiche ha fatto l’Asl. «Nel caso di mio padre dico che la salma è stata trattata come un sacco di patate, sballottata qua e là, rimasta per giorni in attesa della nuova sepoltura. Cosa c’è dietro a tutto questo? Mi domando dove è finito il rispetto per la dignità dei nostri cari e quello per il dolore di chi resta?».

L’assessore Matteo Franconi, intanto, assicura che tutto avviene nel rispetto della legge e che da anni a Pontedera i cimiteri seguono questo criterio nella gestione. «Il problema di questi giorni è legato a delle condizioni meteo, con pioggia per tre giornate di fila, che hanno rallentato le operazioni di trasferimento – spiega –. Per questo ieri è stato chiuso il cimitero per accelerare gli interventi. Tra oggi e lunedì le operazioni verranno completate e se qualcosa ci è sfuggito siamo a disposizione dei cittadini per risolvere ogni problema».

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