Il Tirreno

Pontedera

Barista picchiato e rapinato da tre banditi con pistola

Barista picchiato e rapinato da tre banditi con pistola

Terrore in un locale al confine tra le province di Pisa e Lucca sulla Bientinese La vittima, svenuta, è rimasta oltre due ore nel caffè osteria chiuso dai malviventi

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. Porta chiusa, nessuno all’interno. Possibile? Se lo sono chiesti in molti ieri dopo l’ora di pranzo davanti all’ingresso del caffè osteria Dae Tose, al confine tra il territorio di Castelfranco e la periferia di Altopascio. Uno dei locali più frequentati della zona. Strano che Cesare Giovanni Pistolesi, il gestore in attesa di rilevare l’attività e affidarla al figlio, avesse deciso la serrata. Infatti il barista era all’interno, steso a terra, svenuto dopo il colpo alla nuca ricevuto col calcio della pistola da uno dei tre rapinatori che gli avevano portato via tra 2. 700 e tremila euro.

Un film del terrore quello vissuto alle 13 dal 54enne che ha vissuto a lungo a Porcari, ma che di recente faceva tappa a Messina, spostandosi spesso per lavoro. Poi l’idea di trasferirsi ad Altopascio per avviare l’attività destinata al figlio. «Un sacrificio – dice Pistolesi – diventato ancora più difficile con i due furti e la rapina subiti da luglio». E quest’ultimo episodio è stato il più cruento. «Stavo pulendo nella sala delle slot machine – racconta – Il bar era vuoto e, appena ho sentito aprire la porta, mi sono mosso, ma mi sono ritrovato una pistola puntata alla testa». L’uomo che lo minacciava, secondo la descrizione del barista, era alto e tarchiato. «Ma il volto era coperto dal cappuccio della felpa – riprende l’esercente – Erano in tre, ma gli altri due li ho solo intravisti, perché ho ricevuto un colpo alla nuca col calcio della pistola che mi ha fatto accasciare».

Inginocchiato e sotto tiro, Pistolesi ha ricevuto l’ordine di consegnare le chiavi delle slot machine. «Parlava con un accento africano – dice ancora – Ma nelle casse c’erano pochi spiccioli. Così mi hanno detto di consegnare loro l’incasso, perché sapevano che le vuoto sempre io la sera. Mi tenevano d’occhio, è chiaro. Ho detto che si sbagliavano, ma in risposta ho ricevuto un pugno. Alla fine ho ceduto e ho detto loro dove tenevo i soldi». Una saponiera dietro al bancone che i banditi hanno rotto prendendo il denaro. A quel punto, sulla nuca del barista è arrivato il secondo colpo e per lui è stata notte fonda: «Sono svenuto. Hanno preso le chiavi del locale e mi hanno chiuso dentro. I clienti arrivavano, non riuscivano a entrare e ne se andavano. Mi sono ripreso dopo due ore e mezza e ho dato l’allarme. Qui purtroppo è terra di nessuno. Ho chiesto ai carabinieri di passare più spesso ma mi rispondono che, essendo questa una zona di confine, non è facile».

È il destino di un bar con edificio a Castelfranco e parcheggio ad Altopascio.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web