Il Tirreno

Pontedera

chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani 

Ecco la Madonna di Masolino dopo il restauro

EMPOLI. È il momento della presentazione alla città dell’opera appena restaurata nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani. Si sono conclusi infatti i lavori che hanno portato a nuova vita la...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. È il momento della presentazione alla città dell’opera appena restaurata nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani. Si sono conclusi infatti i lavori che hanno portato a nuova vita la Madonna e Bambino adorata da angeli affrescata da Masolino da Panicale sopra alla porta della sacrestia della chiesa di via dei Neri.

Oggi alle 17, nell’attiguo Cenacolo, la presentazione del restauro su un’opera del 1424 e che rappresenta uno dei gioielli presenti nell’edificio religioso, portata a termine col prezioso contributo della Cerofolini srl di Empoli, azienda che ha deciso, per festeggiare i 50 anni di attività, di concedere questo dono alla città.

Alla presentazione interverranno la sindaca di Empoli Brenda Barnini; don Guido Engels, proposto della Collegiata di Sant’Andrea; Pier Luigi Ciari, governatore della Misericordia di Empoli; Mario Cerofolini, titolare della Cerofolini srl. Ìllustreranno l’intervento di restauro Maria Pia Zaccheddu della Soprintendenza beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici) per la città metropolitana di Firenze, e la restauratrice Lidia Cinelli.

Dopo la presentazione l’opera potrà essere ammirata direttamente in Santo Stefano. Masolino ha lavorato a Empoli intorno al 1424 lasciando oltre al sublime Vir dolorum del museo della Collegiata alcuni affreschi nella Chiesa di Santo Stefano. Per gli Agostiniani l’artista dipinse il ciclo con le storie della Vera croce nella Cappella di Sant’Elena - di cui oggi rimangono solo delle tenui sinopie – e alcuni affreschi nel transetto destro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera