Palio di Buti, la contrada San Michele vuole la terza stella
BUTI. Tra una vittoria e l’altra sono passati più di 20 anni, ma San Michele non vuole prenderci troppo l’abitudine e dopo il cencio conquistato nel 2015 punta dritto verso la terza stella. Comincia...
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BUTI. Tra una vittoria e l’altra sono passati più di 20 anni, ma San Michele non vuole prenderci troppo l’abitudine e dopo il cencio conquistato nel 2015 punta dritto verso la terza stella. Comincia da qui il nostro viaggio tra storia, tradizione, cavalli e fantini delle sette contrade del Palio di Buti.
San Michele si presenta alla corsa del 21 gennaio con un’accoppiata esordiente, ma con tutte le carte in regola per fare bene. Alla guida della contrada più piccola (per numero di abitanti) del paese è tornato Daniele Vannucci, già capocontrada dal 2013 al 2016 e vittorioso nel 2015. Al suo primo palio da capitano con i cavalli mezzosangue ha puntato su un soggetto interessante: Portorose, un baio di 6 anni della scuderia di Fabrizio Brogi molto apprezzato per le sue doti di velocista. Sicuramente un cavallo che potrebbe dare filo da torcere in partenza. I dubbi sono piuttosto sulla sua poca esperienza in questo tipo di corsa. Esperienza che di certo non manca ad Adrian Topalli. Il fantino di origine albanese e fucecchiese d’adozione è stato tra i più vincenti nelle corse in provincia dell’ultimo anno. Nel 2017 ha montato per la prima volta al palio di Fucecchio, vincendo poi nei palii di Gavoi, Fermo e nello straordinario di Bientina per la contrada del Puntone. A Buti cercherà di regalare la terza stella a San Michele, che ha vinto nel 1994 con Claudio Naldi in sella a Power Lake e nel 2015 con Angelo Cucinella su Class Life.
La contrada rossoverde si è formata ufficialmente nel 1980 e sorge su una zona ricca di storia, in una posizione strategicamente importante: il borgo fortificato di Castel di Nocco. Questa località si univa a un sistema di fortificazioni più ampio che comprendeva la fortezza di Sant’Agata sul Monte d’Oro, e deve il suo nome a Nocco Bonfigli, condottiero che nel XIV secolo si distinse per la difesa del borgo. La chiesa dedicata a San Michele Arcangelo risale all’epoca longobarda e si trova sul valico che segna il confine tra i comuni di Buti e Vicopisano, lungo la via del Termine. L’incendio divampato nel 1950 distrusse il tetto, ma il 30 maggio 1995 dopo alcuni lavori di ristrutturazione l’edificio venne riaperto al culto. La festa rossoverde che si tiene nelle prime due settimane di agosto al Parco Danielli è la sagra della pizza e della birra.
Lorenzo Lazzerini
San Michele si presenta alla corsa del 21 gennaio con un’accoppiata esordiente, ma con tutte le carte in regola per fare bene. Alla guida della contrada più piccola (per numero di abitanti) del paese è tornato Daniele Vannucci, già capocontrada dal 2013 al 2016 e vittorioso nel 2015. Al suo primo palio da capitano con i cavalli mezzosangue ha puntato su un soggetto interessante: Portorose, un baio di 6 anni della scuderia di Fabrizio Brogi molto apprezzato per le sue doti di velocista. Sicuramente un cavallo che potrebbe dare filo da torcere in partenza. I dubbi sono piuttosto sulla sua poca esperienza in questo tipo di corsa. Esperienza che di certo non manca ad Adrian Topalli. Il fantino di origine albanese e fucecchiese d’adozione è stato tra i più vincenti nelle corse in provincia dell’ultimo anno. Nel 2017 ha montato per la prima volta al palio di Fucecchio, vincendo poi nei palii di Gavoi, Fermo e nello straordinario di Bientina per la contrada del Puntone. A Buti cercherà di regalare la terza stella a San Michele, che ha vinto nel 1994 con Claudio Naldi in sella a Power Lake e nel 2015 con Angelo Cucinella su Class Life.
La contrada rossoverde si è formata ufficialmente nel 1980 e sorge su una zona ricca di storia, in una posizione strategicamente importante: il borgo fortificato di Castel di Nocco. Questa località si univa a un sistema di fortificazioni più ampio che comprendeva la fortezza di Sant’Agata sul Monte d’Oro, e deve il suo nome a Nocco Bonfigli, condottiero che nel XIV secolo si distinse per la difesa del borgo. La chiesa dedicata a San Michele Arcangelo risale all’epoca longobarda e si trova sul valico che segna il confine tra i comuni di Buti e Vicopisano, lungo la via del Termine. L’incendio divampato nel 1950 distrusse il tetto, ma il 30 maggio 1995 dopo alcuni lavori di ristrutturazione l’edificio venne riaperto al culto. La festa rossoverde che si tiene nelle prime due settimane di agosto al Parco Danielli è la sagra della pizza e della birra.
Lorenzo Lazzerini
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