Il progetto con gli studenti al premio di Cittadinanzattiva
L’iniziativa del centro trasfusionale di Pontedera in lizza per il concorso nazionale Il tema della tredicesima edizione è incentrato sull’umanizzazione delle cure
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PONTEDERA. Il progetto elaborato dal centro trasfusionale dell’ospedale Lotti per coinvolgere gli studenti delle scuole superiori di Pontedera e Volterra concorrerà al tredicesimo premio nazionale intitolato ad Andrea Alesini sulle buone pratiche per l’umanizzazione delle cure, organizzato dall’associazione Cittadinanzattiva. Una partecipazione non da poco per un’iniziativa di cui Il Tirreno è media partner. Il nostro giornale, infatti, ospiterà gli elaborati prodotti dagli studenti, pubblicando testi scritti sul tema della donazione di sangue sulla versione cartacea e lavori multimediali sullo stesso argomento sulla versione online. Il progetto sarà aperto a tutti i ragazzi, ma gli elaborati saranno valutati da una giuria e i più meritevoli saranno pubblicati.
«Il fatto che questa iniziativa realizzata con gli istituti superiori partecipi a un concorso nazionale sul tema dell’umanizzazione delle cure - spiega Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale di Pontedera e di quello di Volterra - rispecchia in pieno uno degli aspetti che stiamo portando avanti con la campagna per incrementare le donazioni di sangue. Accogliere i donatori col sorriso, cercare di andare incontro alle loro esigenze nell’interesse dei pazienti che, alla fine, ricevono sangue, plasma e piastrine donate nei nostri centri, e quindi aver deciso un orario di apertura più ampio con la reintroduzione delle due domeniche al mese in cui si può donare, altro non è che rendere il nostro lavoro più vicino ai bisogni delle persone. Una serie di decisioni che stanno pagando in termini di aumento delle donazioni. Ma che rappresentano anche il concetto di rendere il più trasparente possibile il nostro lavoro».
A giorni riprenderanno le lezioni da parte dello staff del dottor Niglio e dei vertici locali di Fratres e Avis nelle scuole. Una programma fitto di appuntamenti che si promette di “seminare” nei giovani la cultura del dono, per poi “raccoglierne i frutti” nel lungo periodo. Intanto molti diciottenni, dopo aver assistito ai primi incontri con i medici e i volontari delle associazioni, hanno già deciso di donare sangue al centro trasfusionale di Pontedera, contribuendo a incrementare le donazioni che, nel 2017, sono state superiori alle novemila unità, un dato in controtendenza rispetto agli ultimi anni in cui, dal 2014, il trend era sempre stato negativo.
Il 2018, poi, è ricominciato con un buon andamento per quanto riguarda il flusso di donatori alla struttura dell’ospedale di Pontedera. Numeri incoraggianti, anche se adesso si aspettano le prossime settimane per verificare l’andamento del mese di gennaio, solitamente un po’ in calo per via delle donazioni effettuate prima delle feste di Natale. «È necessario proseguire con la campagna per l’incremento delle donazioni - sottolinea il dottor Niglio - perché i pazienti che hanno bisogno delle trasfusioni di sangue non diminuiscono di certo. Dopo i buoni risultati del 2017, speriamo in un 2018 ancora migliore sotto l’aspetto del numero dei donatori». (a. q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Il fatto che questa iniziativa realizzata con gli istituti superiori partecipi a un concorso nazionale sul tema dell’umanizzazione delle cure - spiega Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale di Pontedera e di quello di Volterra - rispecchia in pieno uno degli aspetti che stiamo portando avanti con la campagna per incrementare le donazioni di sangue. Accogliere i donatori col sorriso, cercare di andare incontro alle loro esigenze nell’interesse dei pazienti che, alla fine, ricevono sangue, plasma e piastrine donate nei nostri centri, e quindi aver deciso un orario di apertura più ampio con la reintroduzione delle due domeniche al mese in cui si può donare, altro non è che rendere il nostro lavoro più vicino ai bisogni delle persone. Una serie di decisioni che stanno pagando in termini di aumento delle donazioni. Ma che rappresentano anche il concetto di rendere il più trasparente possibile il nostro lavoro».
A giorni riprenderanno le lezioni da parte dello staff del dottor Niglio e dei vertici locali di Fratres e Avis nelle scuole. Una programma fitto di appuntamenti che si promette di “seminare” nei giovani la cultura del dono, per poi “raccoglierne i frutti” nel lungo periodo. Intanto molti diciottenni, dopo aver assistito ai primi incontri con i medici e i volontari delle associazioni, hanno già deciso di donare sangue al centro trasfusionale di Pontedera, contribuendo a incrementare le donazioni che, nel 2017, sono state superiori alle novemila unità, un dato in controtendenza rispetto agli ultimi anni in cui, dal 2014, il trend era sempre stato negativo.
Il 2018, poi, è ricominciato con un buon andamento per quanto riguarda il flusso di donatori alla struttura dell’ospedale di Pontedera. Numeri incoraggianti, anche se adesso si aspettano le prossime settimane per verificare l’andamento del mese di gennaio, solitamente un po’ in calo per via delle donazioni effettuate prima delle feste di Natale. «È necessario proseguire con la campagna per l’incremento delle donazioni - sottolinea il dottor Niglio - perché i pazienti che hanno bisogno delle trasfusioni di sangue non diminuiscono di certo. Dopo i buoni risultati del 2017, speriamo in un 2018 ancora migliore sotto l’aspetto del numero dei donatori». (a. q.)
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