Punto sanità, il Comune è disposto a riaprirlo
Il sindaco Buselli è pronto a rivedere il contratto di comodato d’uso coi medici «Vogliamo riparlarne, ma senza diktat». Si tratta sulla custodia dell’immobile
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VOLTERRA. Al terzo giorno di chiusura del Punto sanità di via Roma i disagi per i cittadini, specialmente quelli più anziani che abitano in centro sono evidenti. La rottura tra medici e Comune ha portato alla sospensione di un servizio molto importante, la possibilità di avere nel cuore di Volterra gli ambulatori dei cinque medici di famiglia, invece di doversi recare alla Casa della salute, situata fuori dalle mura. Dopo uno scambio di polemiche tra le parti, l’amministrazione comunale si dice pronta a rivedere la bozza per il comodato d’uso dei locali, su cui si era arenata la trattativa di rinnovo del contratto e, quindi, la prosecuzione del servizio.
Il mancato rinnovo è dovuto a un articolo inserito nell fatto che, nel contratto, era stato inserito un articolo in cui si dava la responsabilità di custodia per eventuali atti dolosi, colposi o di terzi ai dottori. Un aspetto contrattuale irricevibile per i medici.
Intanto, però, il Comune ha sospeso anche il servizio di consegna delle ricette alla Bottega della salute. Un servizio molto utile ai cittadini che lasciavano le ricette al personale della Bottega della salute evitando code negli ambulatori. «Il Comune di Volterra ha contestualmente sospeso il servizio accessorio di consegna delle ricette presso la Bottega della Salute – spiega un comunicato – istituito proprio per migliorare il servizio principale, ossia quello determinato dalla presenza dei medici di famiglia in via Roma». Peccato che, a detta del dottor Paolo Fidanzi, che fa parte del gruppo di medici di famiglia che hanno lavorato nei locali di via Roma fino a dicembre, «i dottori erano disposti a proseguire il servizio, proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini, senza obbligarli a recarsi alla Casa della salute anche per la richiesta di una ricetta».
«Se si vuole rivedere la bozza di comodato, e con l'assessorato alle politiche sociali siamo già al lavoro per farlo, non si mettono in campo iniziative unilaterali, creando concretamente difficoltà alla cittadinanza», dice il sindaco Marco Buselli rispetto alla lettera inviata al Comune lo scorso 21 dicembre dal dottor Paolo Fidanzi, in nome dei colleghi, per comunicare la conclusione del servizio dei medici al Punto sanità, a partire dal 2 gennaio, spostandolo, con lo stesso orario, alla Casa della salute. «La prima riunione tra Comune e medici di famiglia è andata deserta – aggiunge il sindaco – Il Comune ha fornito, in un immobile prestigioso come palazzo Fattorini in via Roma, locali ed ambulatori a titolo gratuito. Ai medici non vengono richieste più neanche le utenze».
Ma ora Palazzo dei Priori sembra aprire uno spiraglio alla trattativa, pressato dalle numerose lamentele e richieste di riaprire il Punto sanità da parte dei cittadini. «Se ci sono ulteriori richieste sul contratto, se ne parla – sottolinea Buselli – Ma la terza lettera consecutiva in questi anni, sempre finalizzata a chiudere il Punto Sanità in via Roma, non è certo una buona idea. Nonostante ciò, siamo disposti a confrontarci e rivedere ulteriormente alcuni aspetti del contratto. Ma tutto questo senza diktat o colpi di testa. Gli uffici sono già al lavoro per rivedere il contratto, ove possibile, e riaprire il servizio, che è indispensabile per la cittadinanza. Faremo questo di concerto con Asl e Società della salute. Se anche questo non basterà, saremo di fronte ad una presa di posizione inopportuna che saranno i cittadini in primis a giudicare con i propri occhi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il mancato rinnovo è dovuto a un articolo inserito nell fatto che, nel contratto, era stato inserito un articolo in cui si dava la responsabilità di custodia per eventuali atti dolosi, colposi o di terzi ai dottori. Un aspetto contrattuale irricevibile per i medici.
Intanto, però, il Comune ha sospeso anche il servizio di consegna delle ricette alla Bottega della salute. Un servizio molto utile ai cittadini che lasciavano le ricette al personale della Bottega della salute evitando code negli ambulatori. «Il Comune di Volterra ha contestualmente sospeso il servizio accessorio di consegna delle ricette presso la Bottega della Salute – spiega un comunicato – istituito proprio per migliorare il servizio principale, ossia quello determinato dalla presenza dei medici di famiglia in via Roma». Peccato che, a detta del dottor Paolo Fidanzi, che fa parte del gruppo di medici di famiglia che hanno lavorato nei locali di via Roma fino a dicembre, «i dottori erano disposti a proseguire il servizio, proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini, senza obbligarli a recarsi alla Casa della salute anche per la richiesta di una ricetta».
«Se si vuole rivedere la bozza di comodato, e con l'assessorato alle politiche sociali siamo già al lavoro per farlo, non si mettono in campo iniziative unilaterali, creando concretamente difficoltà alla cittadinanza», dice il sindaco Marco Buselli rispetto alla lettera inviata al Comune lo scorso 21 dicembre dal dottor Paolo Fidanzi, in nome dei colleghi, per comunicare la conclusione del servizio dei medici al Punto sanità, a partire dal 2 gennaio, spostandolo, con lo stesso orario, alla Casa della salute. «La prima riunione tra Comune e medici di famiglia è andata deserta – aggiunge il sindaco – Il Comune ha fornito, in un immobile prestigioso come palazzo Fattorini in via Roma, locali ed ambulatori a titolo gratuito. Ai medici non vengono richieste più neanche le utenze».
Ma ora Palazzo dei Priori sembra aprire uno spiraglio alla trattativa, pressato dalle numerose lamentele e richieste di riaprire il Punto sanità da parte dei cittadini. «Se ci sono ulteriori richieste sul contratto, se ne parla – sottolinea Buselli – Ma la terza lettera consecutiva in questi anni, sempre finalizzata a chiudere il Punto Sanità in via Roma, non è certo una buona idea. Nonostante ciò, siamo disposti a confrontarci e rivedere ulteriormente alcuni aspetti del contratto. Ma tutto questo senza diktat o colpi di testa. Gli uffici sono già al lavoro per rivedere il contratto, ove possibile, e riaprire il servizio, che è indispensabile per la cittadinanza. Faremo questo di concerto con Asl e Società della salute. Se anche questo non basterà, saremo di fronte ad una presa di posizione inopportuna che saranno i cittadini in primis a giudicare con i propri occhi».
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