Il Tirreno

Pontedera

In 18 di Shalom in Burkina Faso

In 18 di Shalom in Burkina Faso

Della delegazione che parte oggi fa parte il cantante Paolo Vallesi

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SAN MINIATO . C’è anche il cantante Paolo Vallesi nella comitiva di Shalom che oggi volerà in Burkina Faso. Una partecipazione in rappresentanza della Nazionale italiana cantanti, con la quale l’associazione ha organizzato le due partite di “Metti in campo il cuore” (nel 2016 a Empoli e lo scorso anno a Pisa), che insieme hanno permesso di raccogliere oltre 100mila euro per il paese africano.

Un viaggio, quello del Movimento Shalom, che arriva a trent’anni di distanza dalla prima volta: era il 1988, infatti, quando il giovane parroco don Andrea Cristiani, insieme a un piccolo gruppo di volontari, si recò in quello che allora era un Paese sconosciuto ai più, tra i cinque più poveri del mondo, reduce all’epoca dalla guerra civile scatenata dall’assassinio del presidente Sankara.

«All’arrivo nella capitale Ouagadougou - ricorda oggi monsignor Andrea - fummo subito colpiti dall’estrema povertà. Oggi, a distanza di trent’anni, nonostante ci siano notevoli carenze e larga parte della popolazione viva nella miseria più assoluta, è evidente che il paese almeno nelle città principali ha avuto una buona evoluzione. Certo c’è ancora tanto, troppo da fare, ma senza falsa modestia credo che Shalom abbia contribuito non poco al progresso del Burkina».

Diciotto in tutto i membri della delegazione che da oggi saranno di nuovo nel Paese africano, dove Shalom è presente con propri aderenti in quasi tutti i distretti, portando avanti progetti in campo educativo, agricolo, sanitario e sociale. In 30 anni, Shalom ha trasferito in Burkina oltre 25 milioni di euro, senza contare il risultato economico locale prodotto da panifici, ostelli, aziende di perforazioni pozzi e produzioni agricole realizzate proprio dall’associazione.

Grazie alle donazioni a distanza, inoltre, Shalom ha garantito alimentazione minima e istruzione a più di 16mila bambini, realizzando scuole di ogni ordine e grado. «Dobbiamo ringraziare – dice il presidente Shalom, Gabriele Gronchi – le migliaia di persone che con piccole donazioni hanno sostenuto a distanza migliaia di bambini, nonché tutti i volontari che da varie regioni d’Italia hanno organizzato raccolte fondi e iniziative di cooperazione».

«Eppure - conclude il direttore Luca Gemignani – dobbiamo costatare con rammarico che fino ad oggi non siamo riusciti ad attingere ai fondi governativi previsti dalla cooperazione italiana. Ci dispiace, ma confidiamo che i prossimi governi siano più attenti».

Giacomo Pelfer

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