Il Tirreno

Pontedera

«Un virus nel telefono mi costa 18mila euro»

«Un virus nel telefono mi costa 18mila euro»

Un cittadino racconta la sua odissea con un gestore: «Ho perso la causa civile  e ora devo pagare le spese legali oltre ai costi gonfiati della bolletta»

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CASCIANA TERME. Per pagare la bolletta super del suo telefono cellulare, alla fine Alessandro Grassi, di Casciana Terme, dovrà fare un mutuo. Il dipendente dell’ospedale Lotti di Pontedera non ha difficoltà a nascondere la disavventura che gli è capitata in seguito ad un problema che ha avuto con il suo telefono cellulare nel 2009.

«Il telefono è stato agganciato da un virus informatico – spiega Grassi – ma io ho capito quello che era successo solo quattro giorni dopo, quando ormai c’era stato un consumo spropositato. Ho tolto la scheda e la batteria, ma era troppo tardi».

Quando Grassi si è reso conto di quello che gli era capitato ha cercato di protestare direttamente con il gestore telefonico – Vodafone – non ottenendo però alcuna riduzione della bolletta telefonica: circa 6mila euro (almeno inizialmente).

Così aveva presentato una denuncia ai carabinieri di Casciana Terme e della vicenda, stando al racconto di Grassi, era stata interessata anche la polizia postale.

«Ma non si è riusciti a risalire a chi aveva causato quel consumo esagerato – spiega Grassi – Non è colpa mia se qualcuno in maniera illecita lo ha provocato. Io fin dall’inizio mi sono rifiutato di pagare la bolletta, fatta eccezione per le telefonate reali che avevo effettivamente fatto».

Da quel momento per l’uomo è iniziato un vero incubo tra avvocati, tribunali, ingiunzioni di pagamento, atti esecutivi.

In questi anni Vodafone non ha mai esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione e su questo l’avvocato di Grassi, in sede civile, ha cercato di fare leva, comprese anche le modalità con cui il gestore aveva notificato al cittadino un decreto ingiuntivo (diventato nel frattempo di circa 9mila euro) intimandogli così di pagare la bolletta. Ma l’opposizione agli atti esecutivi del gestore presentata da Grassi è stata respinta dal tribunale di Pisa.

«Non solo devo pagare la maxi bolletta – racconta il cittadino – ma il giudice mi ha condannato a pagare anche le spese legali, oltre a quelle generali e ad altri oneri. Alla fine mi costerà 18mila euro. Soldi che non ritengo di dover pagare. Mi sembra una situazione assurda. È stato accertato che i consumi anomali erano dovuti a un virus, ma questo non ha impedito al gestore di mandarmi l’ufficiale giudiziario a casa». (s. c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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