Montefoscoli, per la fattoria quattro offerte d’acquisto
Due sono già state scartate dalla Provincia che sta valutando le altre Nelle proposte si parla di otto milioni per comprare parte della ex Gaslini
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MONTEFOSCOLI. Il consiglio provinciale vota una delibera con cui mette in stato di liquidazione la Fattoria di Montefoscoli, che fa parte della tenuta ex Gaslini. Ma le trattative per la vendita continuano dopo la gara a tre che ha prodotto un nulla di fatto e, soprattutto, l’arrivo di altre quattro offerte che gli uffici della Provincia stanno valutando. C’è ancora speranza, quindi, di poter dare nuova vita a un complesso immobiliare che ha fatto la storia agricola delle colline dell’Alta Valdera, ma che da anni si vuole vendere senza riuscirci e che sta letteralmente franando. Delle quattro proposte, di cui non si conoscono i mittenti, due sono già state bollate come «non trattabili». Mentre le restanti sono considerate «con gli indirizzi consiliari che prevedono la cessione delle quote sociali».
La prima (in realtà è la proposta numero tre nell’elenco presente in una relazione pubblicata sul sito dell’ente pisano) è stata presentata da una società di fornitura di software e consulenza in materia di informatica che, al 31 dicembre 2016, «non risulta avesse dipendenti». L’offerta, in questo caso, è di 8 milioni da pagare in due anni, con una garanzia bancaria.
La seconda proposta (la quarta nell’elenco della Provincia) prevede un’offerta di 8.010.000 euro da pagare parte in contanti, 5.446.000 euro, e parte dalla vendita di immobili di proprietà della stessa Società agricola Fondi Rustici Montefoscoli Srl (Safr) Montefoscoli, che comprende la villa, le aree edificabili, il campo di calcio, il fabbricato occupato dalla Misericordia, l’annesso agricolo in paese, il terreno già oggetto di promessa di vendita e la riserva di caccia, per 2.564.000 euro. «In realtà – dice la relazione – il prezzo offerto è minore ed è pari a 6.610.000 euro». Infatti, nell’offerta si legge: «Visto che la società sarà oggetto di un piano integrato di intervento atto a migliorarne le performance economiche mediante la realizzazione di un nuovo insediamento zootecnico per la produzione di suini da macello, i cui tempi di realizzazione sono previsti in quattro anni, si ritiene congruo e si richiede che vengano decurtate dal valore da pagare in contanti la cifra di 1,4 milioni, quale perdita da assorbire dalla proponente». Secondo il soggetto che ha presentato questa offerta, quindi, il pagamento avverrebbe con un milione alla sottoscrizione, un milione dopo un anno, un altro milione dopo due anni e 1,046 milioni a tre anni dalla sottoscrizione.
Soddisfazione velata da parte del sindaco di Palaia, Marco Gherardini, che sta seguendo la vicenda da vicino e ha detto: «Nel caso emergessero la fattibilità delle proposte e la sussistenza dei requisiti e delle garanzie previste, la delibera approvata dalla Provincia per la liquidazione sarà revocata. Il Comune, comunque, continuerà nell’impegno a tutela del lavoro e del nostro territorio. L’amministrazione comunale darà conto del percorso in atto con un’assemblea pubblica che sarà fissata a breve». (a. q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La prima (in realtà è la proposta numero tre nell’elenco presente in una relazione pubblicata sul sito dell’ente pisano) è stata presentata da una società di fornitura di software e consulenza in materia di informatica che, al 31 dicembre 2016, «non risulta avesse dipendenti». L’offerta, in questo caso, è di 8 milioni da pagare in due anni, con una garanzia bancaria.
La seconda proposta (la quarta nell’elenco della Provincia) prevede un’offerta di 8.010.000 euro da pagare parte in contanti, 5.446.000 euro, e parte dalla vendita di immobili di proprietà della stessa Società agricola Fondi Rustici Montefoscoli Srl (Safr) Montefoscoli, che comprende la villa, le aree edificabili, il campo di calcio, il fabbricato occupato dalla Misericordia, l’annesso agricolo in paese, il terreno già oggetto di promessa di vendita e la riserva di caccia, per 2.564.000 euro. «In realtà – dice la relazione – il prezzo offerto è minore ed è pari a 6.610.000 euro». Infatti, nell’offerta si legge: «Visto che la società sarà oggetto di un piano integrato di intervento atto a migliorarne le performance economiche mediante la realizzazione di un nuovo insediamento zootecnico per la produzione di suini da macello, i cui tempi di realizzazione sono previsti in quattro anni, si ritiene congruo e si richiede che vengano decurtate dal valore da pagare in contanti la cifra di 1,4 milioni, quale perdita da assorbire dalla proponente». Secondo il soggetto che ha presentato questa offerta, quindi, il pagamento avverrebbe con un milione alla sottoscrizione, un milione dopo un anno, un altro milione dopo due anni e 1,046 milioni a tre anni dalla sottoscrizione.
Soddisfazione velata da parte del sindaco di Palaia, Marco Gherardini, che sta seguendo la vicenda da vicino e ha detto: «Nel caso emergessero la fattibilità delle proposte e la sussistenza dei requisiti e delle garanzie previste, la delibera approvata dalla Provincia per la liquidazione sarà revocata. Il Comune, comunque, continuerà nell’impegno a tutela del lavoro e del nostro territorio. L’amministrazione comunale darà conto del percorso in atto con un’assemblea pubblica che sarà fissata a breve». (a. q.)
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