Tmm: il pianto degli operai, sconfitti ma eroici
Pontedera: da mesi i lavoratori licenziati dall'azienda di marmitte mantengono un presidio davanti alla fabbrica. Il 12 dicembre l'annuncio che la trattativa con un possibile acquirente è fallita
PONTEDERA. Alla fine hanno pianto. E ne hanno tutte le ragioni. Lacrime di disperazione per non sapere come pagare il mutuo, comprare i libri scolastici ai figli, andare a fare la spesa al supermercato. Lacrime di dolore per il lavoro perduto e la dignità calpestata. È un dramma operaio quello che si vive a Pontedera. Di solito gli eroi non piangono, eppure sono eroi moderni i lavoratori della Tmm che dall’agosto scorso hanno tenuto duro con un presidio davanti alla (ormai ex) fabbrica di marmitte dell’indotto Piaggio.
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Il 12 dicembre hanno saputo che il tempo della speranza è finito: la trattativa con un possibile acquirente per rilanciare l’azienda è fallita. Oltre ottanta operai hanno perso il posto. Formalmente erano già stati licenziati settimane fa, ma sono rimasti lì, dentro una tenda, sfidando anche il freddo e la pioggia degli ultimi giorni. In cuor loro erano convinti che alla fine la lotta avrebbe pagato, che la battaglia non avrebbe potuto finire con decine di famiglie sul lastrico. Contro ogni pessimismo, si auguravano che un nuovo imprenditore riaprisse il capannone e desse una prospettiva alle loro vite. Sarebbe stato un regalo di Natale. Il più bello. Invece il lieto fine non c’è stato. Sono eroi sconfitti questi operai con le lacrime agli occhi. Sconfitti dalle ferree logiche dell’economia, ma anche da una politica nazionale talmente presa da legge elettorale e candidature da non avere abbastanza tempo per curarsi del pianto degli ultimi.
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