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Lo stalker finisce in tribunale per le offese al carabiniere

Lo stalker finisce in tribunale per le offese al carabiniere

PECCIOLI. I guai dello stalker di Peccioli, che da quasi dieci anni, prende di mira una sua ex e tutti quelli, carabinieri, avvocati, pubblici ministeri, che hanno a che fare con le indagini e i...

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PECCIOLI. I guai dello stalker di Peccioli, che da quasi dieci anni, prende di mira una sua ex e tutti quelli, carabinieri, avvocati, pubblici ministeri, che hanno a che fare con le indagini e i processi che lo riguardano, l’8 febbraio dovrà tornare in tribunale a Pisa.

Gli è stato infatti notificato un avviso di citazione diretta a giudizio perché ha più volte offeso la reputazione di un carabinieri che, ricevuta la denuncia della vittima dello stalker, si è attivato per le indagini. E da quel momento, secondo l’uomo che ha già subito due condanne per avere tormentato l’ex collega, anche il militare è diventato in qualche modo un bersaglio da colpire. Impossibile a questo punto contare il numero di post che l’uomo ha pubblicato sul proprio profilo Facebook, chiamando il luogotenente con tutti gli appellativi dispregiativi possibili. Il carabiniere ha cercato di convincere lo stalker a lasciare perdere. Ma non c’è stato niente da fare. Così non gli è rimasto che presentare una denuncia. Impossibile ottenere, come lo è stato per la donna, un intervento da parte di Facebook. E così non è rimasta che la via giudiziaria. Alcuni amici di questo utente del social si sono resi conto che nei post pubblicati dall’uomo, condannato pochi giorni fa in Appello a due anni di reclusione sempre per fatti che lo hanno visto protagonista, c’era qualcosa di anomalo. C’è anche chi gli ha tolto l’amicizia e chi ha cercato di farlo ragionare. Ma anche in questi giorni il cittadino è tornato a pubblicare post di carattere offensivo nei confronti del sottufficiale. Anche se pochi se ne prendono cura, postare un commento offensivo sulla bacheca di Facebook della persona offesa integra il reato di diffamazione a mezzo stampa. Non c’è da scherzarci. E anche chi condivide o mette “mi piace” a post offensivi rischia di venire indagato, come è successo a un amico dello stalker che si è divertito a condividere le offese.

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di Redazione Pontedera