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Più donatori di sangue: primo obiettivo, coinvolgere gli studenti
Per diffondere al massimo la cultura della donazione, in special modo nelle nuove generazioni, il personale del centro trasfusionale di Pontedera ha intrapreso un viaggio all’interno del mondo della scuola
PONTEDERA. Per diffondere al massimo la cultura della donazione, in special modo nelle nuove generazioni, il personale del centro trasfusionale di Pontedera ha intrapreso un viaggio all’interno del mondo della scuola.
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Il direttore Fabrizio Niglio, ma anche i suoi collaboratori, si recano direttamente negli istituti superiori di Pontedera e Volterraper parlare agli studenti delle classi quarte e quinte, facendo vere e proprie lezioni e rispondendo alle varie domande che i ragazzi pongono per togliere i dubbi che hanno sulla donazione di sangue. Un lavoro che punta a ottenere “frutti” nel lungo periodo. Ma che è sicuramente il modo migliore per garantire il “ricambio generazionale” necessario alla disponibilità di plasma, piastrine e globuli rossi da utilizzare per curare tantissime patologie. «Spieghiamo tutto - afferma il primario del centro trasfusionale - provando a coinvolgere i ragazzi in questa attività e a spiegare loro che tutti possono donare sangue. Si comincia da maggiorenni, ma il nostro lavoro nelle classi riguarda anche chi si sta avvicinando alla maggiore età. Facciamo tutto questo insieme alle associazioni di volontariato Avis e Fratres, senza le quali sarebbe impossibile gestire anche questo tentativo di ampliare la popolazione che decide di donare sangue. E devo dire che, pur avendo cominciato da poco a girare le scuole, vediamo già i primi risultati. L’altro giorno sono venuti in 14 dall’istituto Fermi di Pontedera».
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