Corsi di lingua cinese e una sezione di asilo all’oncologia pediatrica
di Danilo Renzullo
Decine di progetti presentati dagli istituti della provincia per migliorare l’offerta formativa. Pochi saranno approvati
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PISA. Un corso di lingua cinese a Cascina, una sezione di scuola dell’infanzia nel reparto di oncologia pediatrica, ma anche accorpamenti e un nuovo braccio di ferro tra sindacati e Provincia sull’unione tra l’Iti Da Vinci e l’Ipsia Fascetti. Decine le richieste presentate dagli istituti scolastici alla Provincia per incrementare l’offerta formativa e migliorare i servizi offerti. Poche, probabilmente, quelle che saranno accolte dall’ex ente di piazza Vittorio Emanuele per l’anno scolastico 2018/2019. Le scarse risorse a disposizione non permettono infatti grandi “manovre”. Altre richieste si scontrano invece con l’eliminazione di determinati corsi dalle scuole superiori e che quindi risultano inutili da ampliare e diffondere nelle scuole medie. Le modifiche alla rete scolastica, dopo un percorso con i rappresentanti sindacali iniziato qualche giorno fa, saranno poi presentate alla Regione, che approverà o respingerà le richieste anche sulla base delle disponibilità dell’Ufficio scolastico regionale.
Scuola dell’Infanzia. L’istituto comprensivo Toniolo di Pisa ha chiesto l’attivazione di una sezione ospedaliera nel reparto di oncologia pediatrica, mentre l’istituto comprensivo “Griselli” di Montescudaio ha avanzato la richiesta di formare una sezione aggiuntiva, soprattutto per accogliere i piccoli studenti di una scuola paritaria vicina ormai alla chiusura.
Scuola primaria. Le principali richieste avanzate per le scuole primarie della provincia si riferiscono in particolare alla previsione di un maggior numero di classi a tempo pieno (40 ore settimanali da distribuire in cinque giorni, prevedendo quindi il sabato “libero”).
Scuola secondaria di I grado. L’indirizzo musicale mette d’accordo quasi tutte le scuole secondarie di I grado che, in massa, ne hanno fatto richiesta, anche sulla base delle linee guida regionali. Difficilmente la volontà delle scuole di ampliare anche alla musica l’offerta formativa sarà però accettata (in particolare dal Ministero, che ne deve autorizzare l’attivazione). Gli alunni che frequentano sezioni a indirizzo musicale non hanno infatti l’opportunità di proseguire il percorso di studi intrapreso in una scuola superiore in quanto, hanno sottolineato i rappresentanti della Provincia e dei sindacati durante il primo incontro per definire le modifiche alla rete scolastica provinciale, «le discipline musicali sono state eliminate in tutti i corsi di studio superiori, con l’eccezione del liceo musicale e coreutico», presente in provincia di Pisa solo all’istituto Carducci di Pisa.
Scuole superiori. Le scuole superiori puntano sull’ampliamento dell’offerta formativa per cercare di mantenere o recuperare il numero minimo di 600 iscritti e non perdere l’autonomia. Sarà quasi sicuramente accettata la richiesta di attivazione dell’indirizzo linguistico avanzata dal liceo Marconi di San Miniato, mentre probabilmente sarà bocciato il corso per tecnico agrario proposto dall’Itcg Niccolini di Volterra. Al Pesenti di Cascina sarà probabilmente l’attivazione di un corso di lingua cinese la novità più importante del prossimo anno scolastico, mentre sarà quasi sicuramente bocciata la richiesta di una sezione di liceo musicale.
Corsi serali. Per l’attivazione o l’incremento dei corsi serali, la Provincia ha chiesto agli istituti di trovare modalità organizzative comuni e di “ottimizzazione degli sforzi” per diminuire le spese delle utenze (luce e riscaldamento) a carico dell’ente per “pesare” meno sulle già precarie casse della Provincia.
Accorpamenti. L’ex ente di piazza Vittorio Emanuele, anche per il prossimo anno scolastico, ha intenzione di confermare l’accorpamento tra l’Iti Da Vinci e l’Ipsia Fascetti di Pisa, approvato nel 2016 e temporaneamente sospeso dopo una “battaglia legale” avviata dai sindacati. Secondo la Provincia non ci sono infatti soluzioni alternative per far fronte al progressivo calo di iscritti del Fascetti (iniziato nel 2012), scesi al di sotto della soglia di 600. Le varie opzioni emerse (unione con l’alberghiero Matteotti o con l’Ipsia Pacinotti di Pontedera) sono state considerate impraticabili. La Cgil ha chiesto ancora una volta la sospensione del processo di accorpamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Scuola dell’Infanzia. L’istituto comprensivo Toniolo di Pisa ha chiesto l’attivazione di una sezione ospedaliera nel reparto di oncologia pediatrica, mentre l’istituto comprensivo “Griselli” di Montescudaio ha avanzato la richiesta di formare una sezione aggiuntiva, soprattutto per accogliere i piccoli studenti di una scuola paritaria vicina ormai alla chiusura.
Scuola primaria. Le principali richieste avanzate per le scuole primarie della provincia si riferiscono in particolare alla previsione di un maggior numero di classi a tempo pieno (40 ore settimanali da distribuire in cinque giorni, prevedendo quindi il sabato “libero”).
Scuola secondaria di I grado. L’indirizzo musicale mette d’accordo quasi tutte le scuole secondarie di I grado che, in massa, ne hanno fatto richiesta, anche sulla base delle linee guida regionali. Difficilmente la volontà delle scuole di ampliare anche alla musica l’offerta formativa sarà però accettata (in particolare dal Ministero, che ne deve autorizzare l’attivazione). Gli alunni che frequentano sezioni a indirizzo musicale non hanno infatti l’opportunità di proseguire il percorso di studi intrapreso in una scuola superiore in quanto, hanno sottolineato i rappresentanti della Provincia e dei sindacati durante il primo incontro per definire le modifiche alla rete scolastica provinciale, «le discipline musicali sono state eliminate in tutti i corsi di studio superiori, con l’eccezione del liceo musicale e coreutico», presente in provincia di Pisa solo all’istituto Carducci di Pisa.
Scuole superiori. Le scuole superiori puntano sull’ampliamento dell’offerta formativa per cercare di mantenere o recuperare il numero minimo di 600 iscritti e non perdere l’autonomia. Sarà quasi sicuramente accettata la richiesta di attivazione dell’indirizzo linguistico avanzata dal liceo Marconi di San Miniato, mentre probabilmente sarà bocciato il corso per tecnico agrario proposto dall’Itcg Niccolini di Volterra. Al Pesenti di Cascina sarà probabilmente l’attivazione di un corso di lingua cinese la novità più importante del prossimo anno scolastico, mentre sarà quasi sicuramente bocciata la richiesta di una sezione di liceo musicale.
Corsi serali. Per l’attivazione o l’incremento dei corsi serali, la Provincia ha chiesto agli istituti di trovare modalità organizzative comuni e di “ottimizzazione degli sforzi” per diminuire le spese delle utenze (luce e riscaldamento) a carico dell’ente per “pesare” meno sulle già precarie casse della Provincia.
Accorpamenti. L’ex ente di piazza Vittorio Emanuele, anche per il prossimo anno scolastico, ha intenzione di confermare l’accorpamento tra l’Iti Da Vinci e l’Ipsia Fascetti di Pisa, approvato nel 2016 e temporaneamente sospeso dopo una “battaglia legale” avviata dai sindacati. Secondo la Provincia non ci sono infatti soluzioni alternative per far fronte al progressivo calo di iscritti del Fascetti (iniziato nel 2012), scesi al di sotto della soglia di 600. Le varie opzioni emerse (unione con l’alberghiero Matteotti o con l’Ipsia Pacinotti di Pontedera) sono state considerate impraticabili. La Cgil ha chiesto ancora una volta la sospensione del processo di accorpamento.
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