Il presidio
Rubinetti a secco dieci ore ma i disagi sono contenuti
Le scuole sono rimaste chiuse perché non era possibile garantire l’igiene I cittadini erano preparati. La società idrica: il servizio informativo ha funzionato
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SAN MINIATO. Sfilando davanti bar e pasticcerie la gente entra ed esce come sempre, così come in macelleria, all’alimentari e perfino nella maggioranza dei parrucchieri che, nonostante tutto, si sono organizzati per restare aperti. Se non fosse per la relativa tranquillità del traffico, in quello che di solito è l’orario di punta dell’uscita da scuola, sembrerebbe un giorno come gli altri. Pare essere filato via liscio, alla fine, il giorno di interruzione idrica che ieri ha interessato buona parte del territorio comunale di San Miniato.
Dieci le ore di interruzione annunciate da Acque Spa, dalle 8. 30 fino alle 18. 30, per sostituire un tratto dell’adduttrice principale che dalle Cerbaie arriva in territorio sanminiatese. Quando è avvenuta l’interruzione, però, il carico d’acqua rimasto nelle tubature ha garantito alcune ore di autonomia, specie alle utenze a piano terra e soprattutto a San Miniato Basso, nella prima località rifornita dalla rete. È andata peggio, invece, nelle frazioni più distanti come La Scala, Ponte a Elsa e soprattutto in Valdegola, da Balconevisi a Corazzano.
«Noi per adesso l’acqua l’abbiamo sempre avuta – dicono o alle 13 dalla pasticceria Benvenuti di San Miniato Basso –. Ci eravamo preparati per le colazioni ma alla fine non è servito. I clienti sono venuti come sempre: magari qualcuno, appena entrato, ci chiedeva se potevamo fare il caffè». Alla stessa ora, dalla parte opposta della strada, i rubinetti della macelleria Lo Scalco iniziano ad andare sotto pressione. «In generale, almeno fino alle 10, l’acqua è arrivata regolarmente – spiega Erika Provvedi, presidente dei commercianti –. Anche il bar Alter Ego mi ha detto di aver lavorato come sempre». A La Scala, invece, il bar UndergroundCaffé, rimasto senz’acqua fin dal mattino, ha dovuto lavorare con la riserva d’acqua della macchinetta: «Finché ce n’è andiamo avanti – dice Valentina Delmonte –. A parte il disagio di dover chiudere i bagni, per il resto le difficoltà sono state limitate, anche perché con la chiusura delle scuole abbiamo avuto meno clienti».
Numerosi, infatti, i plessi del comprensivo Sacchetti rimasti chiusi, insieme alla scuola d’infanzia di Balconevisi (che attualmente ospita anche quella di Cigoli) e al liceo Marconi. Bassa l’affluenza alle cisterne messe a disposizione da Acque in via Pizzigoni a San Miniato Basso, a Isola e a Corazzano. Alla fine della mattinata, su un totale di 160 telefonate arrivate al centralino di Acque, solo 22 erano del Comune di San Miniato: persone che, colte alla sprovvista, hanno chiamato per segnalare un guasto. «Una cifra molto bassa – dicono dal gestore – a dimostrazione che il servizio informativo, soprattutto con chiamate e sms, ha funzionato».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Dieci le ore di interruzione annunciate da Acque Spa, dalle 8. 30 fino alle 18. 30, per sostituire un tratto dell’adduttrice principale che dalle Cerbaie arriva in territorio sanminiatese. Quando è avvenuta l’interruzione, però, il carico d’acqua rimasto nelle tubature ha garantito alcune ore di autonomia, specie alle utenze a piano terra e soprattutto a San Miniato Basso, nella prima località rifornita dalla rete. È andata peggio, invece, nelle frazioni più distanti come La Scala, Ponte a Elsa e soprattutto in Valdegola, da Balconevisi a Corazzano.
«Noi per adesso l’acqua l’abbiamo sempre avuta – dicono o alle 13 dalla pasticceria Benvenuti di San Miniato Basso –. Ci eravamo preparati per le colazioni ma alla fine non è servito. I clienti sono venuti come sempre: magari qualcuno, appena entrato, ci chiedeva se potevamo fare il caffè». Alla stessa ora, dalla parte opposta della strada, i rubinetti della macelleria Lo Scalco iniziano ad andare sotto pressione. «In generale, almeno fino alle 10, l’acqua è arrivata regolarmente – spiega Erika Provvedi, presidente dei commercianti –. Anche il bar Alter Ego mi ha detto di aver lavorato come sempre». A La Scala, invece, il bar UndergroundCaffé, rimasto senz’acqua fin dal mattino, ha dovuto lavorare con la riserva d’acqua della macchinetta: «Finché ce n’è andiamo avanti – dice Valentina Delmonte –. A parte il disagio di dover chiudere i bagni, per il resto le difficoltà sono state limitate, anche perché con la chiusura delle scuole abbiamo avuto meno clienti».
Numerosi, infatti, i plessi del comprensivo Sacchetti rimasti chiusi, insieme alla scuola d’infanzia di Balconevisi (che attualmente ospita anche quella di Cigoli) e al liceo Marconi. Bassa l’affluenza alle cisterne messe a disposizione da Acque in via Pizzigoni a San Miniato Basso, a Isola e a Corazzano. Alla fine della mattinata, su un totale di 160 telefonate arrivate al centralino di Acque, solo 22 erano del Comune di San Miniato: persone che, colte alla sprovvista, hanno chiamato per segnalare un guasto. «Una cifra molto bassa – dicono dal gestore – a dimostrazione che il servizio informativo, soprattutto con chiamate e sms, ha funzionato».
Giacomo Pelfer
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