Il Tirreno

Pontedera

Viene assolto dall’accusa d’essere un falso cieco

Viene assolto dall’accusa d’essere un falso cieco

Un ex centralinista era finito sotto processo ma per il giudice il fatto non sussiste Il vitalizio della Difesa è legittimo, norme militari meno restrittive di quelle civili

3 MINUTI DI LETTURA





PONSACCO. Assolto perché il fatto non sussiste. Non ha truffato lo Stato, Matteo Caputo, 65 anni, di Ponsacco, incassando il vitalizio per la sua cecità. L’ex centralinista del Provveditorato agli Studi ha una patologia seria e accertata negli anni da svariate commissioni mediche. Non è, insomma, un “finto cieco”. Una sintesi utilizzata all’epoca della denuncia e del relativo rinvio a giudizio che il Tribunale ha smontato con una sentenza di assoluzione invocata anche dal pubblico ministero. È stato il giudice Paola Giovannelli ad assolvere Caputo accogliendo la richiesta del pm onorario Evelina Lalli.

«Non è detto che si deve essere ciechi assoluti per avere il vitalizio erogato dal ministero della Difesa. La normativa per i militari è diversa rispetto a quella che regola i vitalizi per i ciechi civili», era stato il nucleo della difesa dell’ex centralinista, assistito dall’avvocato Stefano Ceni.

A Caputo veniva contestata un'indebita percezione di almeno 230mila euro come differenza tra le somme incassate e quelle a cui avrebbe avuto diritto. Al centro dello disputa c’era l'effettivo livello di cecità. A seconda della classificazione si ha diritto a un'indennità. L’addebito mosso a Caputo era che avrebbe “visto” più di quanto giustificava l'assegnazione del vitalizio. Che soffra di una neurite ottica che gli ha ridotto la vista da quando svolgeva il servizio militare era un dato acquisito. È sulla gradazione di quel deficit che si è giocata la partita in Tribunale. L'oculista, citato dall'avvocato Ceni, aveva spiegato in aula che l'imputato riesce a contare le dita a trenta centimetri di distanza. «Essendo diventato cieco dopo aver visto, dalla sua ha anche la capacità di ricordare luoghi e colori - aveva riferito il consulente -. Certo, un minimo vede e in certi ambienti, anche sconosciuti, riesce a muoversi. Ma il quesito se sia cieco totale è mal posto. La normativa che regolamenta la concessione del vitalizio, a livello militare, è meno restrittiva di quella civile. Caputo soffre di un deficit visivo gravissimo. Oltre i trenta centimetri vede nebbie, ma sa muoversi anche per i suoi pregressi ricordi. E questo può ingenerare l'impressione che ci vede come una persona normale. Non è così». La Guardia di finanza, dopo una segnalazione anonima, aveva filmato l’ex centralinista mentre usciva di casa e camminava come una persona senza handicap. Nei video lo si vedeva superare incroci e rotonde. «Quando siamo andati a casa per notificargli un invito a comparire in caserma è uscito e ha sceso le scale senza particolari difficoltà. Lo abbiamo ripreso anche quando è andato al mercato con la moglie che spingeva un passeggino e lui non si appoggiava a nessuno», era stata la testimonianza del finanziere in Tribunale. Una sentenza ora stabilisce che quelle immagini non sono sufficienti per dire che Caputo è un “finto cieco”.

Pietro Barghigiani



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web