Italia
locali notturni e prostituzione
Arresti domiciliari per la giovane sotto inchiesta
PONTEDERA. Nuovi guai giudiziari per Sarà Calò, 23 anni, di Santa Maria a Monte, indicata dai carabinieri come collaboratrice di fiducia di Massimo Mannucci, ultrasessantenne, detto Massimino, di...
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PONTEDERA. Nuovi guai giudiziari per Sarà Calò, 23 anni, di Santa Maria a Monte, indicata dai carabinieri come collaboratrice di fiducia di Massimo Mannucci, ultrasessantenne, detto Massimino, di Pontedera, volto e nome noto nell’ambito dei locali notturni, arrestato lo scorso settembre in quanto accusato di avere messo su un giro di sfruttamento della prostituzione che prevedeva anche il reclutamento di ragazze minorenni. L’altro giorno, a Santa Maria a Monte, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pontedera e i colleghi di Santa Maria a Monte hanno arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal tribunale di Firenze, per le reiterate violazioni delle prescrizioni imposte con l’obbligo di dimora, Sara Calò, anche lei coinvolta nell’indagine “Principessa” (il nomignolo dato alla ragazza minorenne che faceva parte del giro) e destinataria di misura cautelare del divieto di allontanarsi da casa nelle ore della notte, dallo scorso 20 settembre. La giovane non è stata associata al carcere ma è stata accompagnata al proprio domicilio, in regime detentivo domiciliare. Nelle scorse settimane i carabinieri l’avevano già denunciata per la mancata osservanza al divieto di non lasciare la propria abitazione di notte e sottoposta ai domiciliari, poi non confermati.
Ma neppure questo “consiglio” a rispettare la misura avrebbe convinto la giovane a modificare la sua condotta. I carabinieri in queste settimane l’hanno nuovamente controllata di notte e hanno poi ottenuto l’aggravamento della misura disposta dal Gip nei suoi confronti.
Calò è considerata dagli inquirenti fidata collaboratrice di Massimo Mannucci, da sempre conosciuto nel mondo dei locali da ballo e del divertimento notturno, finito in carcere nelle settimane scorse. Secondo l’inchiesta denominata “Principessa”, era proprio Calò a reclutare le ragazze da portare nel locale di Mannucci a Lari, il Club 230, presentato come un centro massaggi, sebbene poi nelle stanze e con i clienti del privé le ragazze offrissero pure prestazioni sessuali. Entrambi i titolari dei due club coinvolti – uno a Castelfranco – restano in carcere anche dopo il ricorso al Riesame. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ma neppure questo “consiglio” a rispettare la misura avrebbe convinto la giovane a modificare la sua condotta. I carabinieri in queste settimane l’hanno nuovamente controllata di notte e hanno poi ottenuto l’aggravamento della misura disposta dal Gip nei suoi confronti.
Calò è considerata dagli inquirenti fidata collaboratrice di Massimo Mannucci, da sempre conosciuto nel mondo dei locali da ballo e del divertimento notturno, finito in carcere nelle settimane scorse. Secondo l’inchiesta denominata “Principessa”, era proprio Calò a reclutare le ragazze da portare nel locale di Mannucci a Lari, il Club 230, presentato come un centro massaggi, sebbene poi nelle stanze e con i clienti del privé le ragazze offrissero pure prestazioni sessuali. Entrambi i titolari dei due club coinvolti – uno a Castelfranco – restano in carcere anche dopo il ricorso al Riesame. (s. c.)
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