Il Tirreno

Pontedera

Raccolte oltre 4.500 firme per chiedere più controlli

di Sabrina Chiellini
Raccolte oltre 4.500 firme per chiedere più controlli

Adesioni record alla petizione lanciata dall’avvocato Federica Malacarne e dalla commerciante Alessandra Marsili. Oggi la consegna al sindaco Millozzi 

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PONTEDERA. Entusiamo. Voglia di fare qualcosa per Pontedera. E tanta energia che arriva dalla società civile che, quando lavora unita, può e sa fare la differenza.

C’è tutto questo - e la storia di tante persone che con il loro lavoro rendono attraente dal punto di vista commerciale la città della Piaggio - dietro la petizione che ha aiutato il commercio a prendere consapevolezza del fatto che dall’unione possono nascere iniziative interessanti e buoni risultati. Perché in pochi giorni la petizione per sicurezza e decoro urbano è stata firmata da 4.580 persone. Residenti (il comune ha circa 29mila abitanti) ma non solo: l’adesione è venuta anche da molte persone che arrivano a Pontedera per lavoro o fare acquisti. In tanti si sono dati da fare: la mobilitazione, quella spontanea e senza connotazione politica, è stata immediata. E se anche qualcuno per errore avesse firmato due volte, il valore dell’iniziativa resterebbe intatto.

«Chi ci credeva? », si guardano con soddisfazione, Alessandra Marsili, commerciante, e Federica Malacarne, avvocato. Giovani entrambe e con la voglia di fare qualcosa per la loro città, contano le firme che commercianti, commesse e tanti altri cittadini hanno raccolto per chiedere di fare più bella Pontedera e di migliorarne la sicurezza. Più controlli delle forze dell’ordine ma anche luci, telecamere, arredi urbani moderni. Perché, ormai si sa, il decoro urbano fa la sua parte quando si parla di città vivibili e attraenti anche dal punto di vista dello shopping.

Alessandra e Federica sono le “anime” della petizione organizzata in vista della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata per domani dal prefetto e chiesta dalle associazioni di categoria.

«Pensavamo di raccogliere mille firme: era per noi un obiettivo minimo, visto che siamo partiti con la petizione il 2 novembre», spiega Malacarne, figlia della titolare della boutique “Gina”. Ieri pomeriggio i fogli con tutte le firme sono stati raccolti per poterli consegnare oggi al sindaco Simone Millozzi.

«Siamo soddisfatti, volevamo dare al sindaco uno strumento in più per chiedere al prefetto di assegnare a Pontedera più forze dell’ordine. Avere i vigili in corso Matteotti fino alle 21 è molto importante», aggiunge Malacarne.

Il fatto che tante persone abbiano condiviso l’iniziativa dimostra che esprime un bisogno sentito. Pontedera è sempre stata la vetrina della Valdera e non vuole perdere il suo ruolo. «Negli ultimi tempi mi era capitato spesso di leggere di furti e borseggi sulla chat dei commercianti. Tanti colleghi amareggiati – aggiunge Alessandra, anche lei figlia di storici commercianti di Pontedera – Pensavo già di fare qualcosa e poi, quando è stato scippato mio padre, ho capito che dovevo attivarmi. In fondo a mio padre non è successo nulla di grave rispetto a quello che ha rischiato. Ha avuto un taglio sul naso e gli occhiali rotti, ma poteva andargli peggio. Ci voleva una reazione».

Così è stato e i risultati vanno oltre le aspettative. «Dopo l’aggressione a mio padre, ho ricevuto una marea di messaggi, in tanti sono stanchi di questa situazione». Ma c’è speranza: «Le firme dimostrano che siamo riusciti a convertire la preoccupazione in energia, nella voglia di reagire. Allora mi sono detta: facciamo qualcosa. La gente ha apprezzato». A chi dice che l’iniziativa può allontanare la clientela, la risposta è chiara e univoca: «Non è vero. Anzi, sabato scorso corso Matteotti era pieno come non succedeva da tempo. E la presenza della polizia municipale è stata molto apprezzata. Bisogna andare oltre la paura».

Migliorare il look del centro e della periferia. Arredi più curati, maggiore pulizia, iniziative che facciano vivere le piazze per non lasciarle nel degrado. L’input è stato dato. Forte e chiaro. Ora si aspettano le risposte. «Grazie a tutti quelli che hanno fatto la loro parte», concludono Alessandra e Federica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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