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La casa del boss accoglierà donne vittime di violenza

La casa del boss accoglierà donne vittime di violenza

L’immobile di Capanne che è stato confiscato e poi affidato al Comune sarà concesso in comodato d’uso all’associazione “Frida” di San Miniato Basso

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MONTOPOLI. Nelle intenzioni del boss, quella casa a metà strada fra Pisa e Firenze doveva essere il primo passo per mettere radici in Toscana. Il catanese Vincenzo Aiello, condannato in via definitiva per associazione mafiosa, l’aveva acquistata nel 2006 per poi prendervi la residenza pochi anni dopo con la moglie. Chi l’avrebbe detto, invece, che di lì a pochi anni quella casa sarebbe diventata il rifugio per donne vittime di violenza. Il luogo sicuro e protetto dove ricostruirsi una vita.

Un futuro che ora si prepara a diventare realtà, dopo il via libera della giunta di Montopoli al comodato d’uso dell’immobile in favore dell’associazione Frida. Un comodato gratuito, come previsto dalla legge per i beni confiscati alla criminalità organizzata.

Affacciato sulla Tosco Romagnola (che in questo punto prende il nome di via Trento), l’immobile di Capanne era finito nel mirino degli investigatori già nel 2009, poi confiscato nel 2014 dopo un decreto della Corte d'appello di Catania. Lo scorso anno il passaggio di consegne all’amministrazione comunale, intenzionata a ospitare tra le sue mura una struttura di utilità sociale. Fin da subito, anche in accordo con la Società della salute, la scelta era caduta su Frida, l’associazione che gestisce gli sportelli antiviolenza del comprensorio, insieme a una “casa-rifugio” realizzata in un immobile in affitto a San Miniato Basso. Struttura che in futuro sarà rimpiazzata dalla vecchia casa del boss a Capanne, dove l’associazione creerà la propria sede di riferimento.

«Finalmente ci siamo – commenta il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi - C'è voluto un po' di tempo, ma nei prossimi giorni ci incontreremo con Frida per sottoscrivere il comodato, dopodiché l'associazione potrà eseguire i lavori per adeguare l’immobile alle proprie esigenze». Lavori comunque limitati, dato che gli interni si presentano in ottime condizioni.

«Dal momento in cui avremo le chiavi – dice la presidente di Frida Elisa Forfori – faremo i lavori di agibilità e le verifiche degli impianti. I lavori al garage, che richiedono interventi più consistenti, saranno eseguiti in un secondo momento, con l'obiettivo di creare uno spazio ufficio da destinare anche ai colloqui». L’abitazione potrà accogliere fino a 4 donne con i rispettivi figli.

«Prima di trasferisci – precisa Forfori – serviranno comunque una serie di passaggi. L’immobile che abbiamo nel Comune di San Miniato è legato a un progetto ministeriale: potremo chiedere il trasferimento solo quando l'immobile di Capanne sarà effettivamente pronto».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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