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Decoindustria verso la bonifica finale L’incognita dei soldi
Tra Regione e Comune di Cascina è in atto un confronto per stabilire chi deve pagare lavori per 100mila euro
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CASCINA. «Di situazioni come questa della Decoindustria, purtroppo, ce ne sono molte in tutta Italia, legate a imprenditori che spesso pensano a fare affari. Quando poi le attività falliscono, restano gli impianti da bonificare. Qui la fidejussione è stata escussa, invece ci sono posti in cui non si riesce nemmeno ad usare la fidejussione. La bonifica della Decoindustria (chiusa in seguito ad un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti, ndr) è a buon punto, molto è stato fatto, restano un serbatoio e la caratterizzazione del suolo per capire come completare la bonifica».
Alessandro Bratti, deputato Pd e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, si dimostra fiducioso sulla conclusione dell’iter per la completa bonifica del vecchio impianto della Decoindustria, l’industria chimica che era autorizzata al trattamento dei rifiuti provenienti dalle lavorazioni industriali e dagli scarti di frantoio. Alla fine del sopralluogo di ieri mattina, alla presenza dei carabinieri del Noe e dell’Arpat, oltre che della sindaca Susanna Ceccardi, dell’assessore comunale all’ambiente Luciano Del Seppia e di rappresentanti della Prefettura e della Regione, il presidente Bratti, insieme ai membri della commissioni, ha spiegato le ragioni della visita all’impianto.
«Abbiamo deciso di fare un check delle varie situazioni presenti in Toscana, oggi (ieri per chi legge, ndr) saremo in provincia di Pisa, andremo anche alla Cuoiodepur e alla discarica di Legoli, quest’ultima scelta come esempio di gestione di una discarica (qui era presente anche il prefetto di Pisa, Angela Pagliuca, ndr). Non c’è quindi una ragione specifica, se non quella di renderci conto delle varie realtà sul territorio».
Tra Regione e Comune di Cascina è in atto un confronto per completare le ultime operazioni. Il Comune si è detto disposto a fare gli ultimi interventi per una spesa di 100mila euro, ma chiede che a sostenere le spese sia la Regione a cui sono passate le competenze in materia ambientale che prima erano della Provincia.
Davanti ai cancelli della Decoindustria, alle 9 e sotto la pioggia, si sono presentati anche l’ex assessore all’ambiente Fabio Mariotti e i capigruppo consiliari dei partiti di opposizione, Francesco Bertelli, Pd, David Barontini, 5 Stelle, e Fabio Poli, Progetto Cascina Psi Pes, oltre a Carlo Sorrente e Riccardo Pasqualetti dei socialisti.
Il sopralluogo è durato pochi minuti, visto che ormai la maggior parte dei rifiuti industriali sono stati rimossi.
Poli ha aperto una polemica politica con la sindaca e l’amministrazione che non ha informato i capigruppo consiliari della visita della commissione. Il consigliere, pronto a sollevare il caso con la prefettura, ha chiesto per quale ragione alla visita ha potuto partecipare il capo di gabinetto della sindaca, Andrea Recaldin. «Noi invitiamo i sindaci e poi decidono chi portare del loro staff», ha smorzato i toni l’onorevole Bratti. Polemica condivisa dai 5 Stelle e dai Socialisti. «Anche noi come Comune siamo stati invitati dalla prefettura e dalla commissione», ha risposto la sindaca.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Alessandro Bratti, deputato Pd e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, si dimostra fiducioso sulla conclusione dell’iter per la completa bonifica del vecchio impianto della Decoindustria, l’industria chimica che era autorizzata al trattamento dei rifiuti provenienti dalle lavorazioni industriali e dagli scarti di frantoio. Alla fine del sopralluogo di ieri mattina, alla presenza dei carabinieri del Noe e dell’Arpat, oltre che della sindaca Susanna Ceccardi, dell’assessore comunale all’ambiente Luciano Del Seppia e di rappresentanti della Prefettura e della Regione, il presidente Bratti, insieme ai membri della commissioni, ha spiegato le ragioni della visita all’impianto.
«Abbiamo deciso di fare un check delle varie situazioni presenti in Toscana, oggi (ieri per chi legge, ndr) saremo in provincia di Pisa, andremo anche alla Cuoiodepur e alla discarica di Legoli, quest’ultima scelta come esempio di gestione di una discarica (qui era presente anche il prefetto di Pisa, Angela Pagliuca, ndr). Non c’è quindi una ragione specifica, se non quella di renderci conto delle varie realtà sul territorio».
Tra Regione e Comune di Cascina è in atto un confronto per completare le ultime operazioni. Il Comune si è detto disposto a fare gli ultimi interventi per una spesa di 100mila euro, ma chiede che a sostenere le spese sia la Regione a cui sono passate le competenze in materia ambientale che prima erano della Provincia.
Davanti ai cancelli della Decoindustria, alle 9 e sotto la pioggia, si sono presentati anche l’ex assessore all’ambiente Fabio Mariotti e i capigruppo consiliari dei partiti di opposizione, Francesco Bertelli, Pd, David Barontini, 5 Stelle, e Fabio Poli, Progetto Cascina Psi Pes, oltre a Carlo Sorrente e Riccardo Pasqualetti dei socialisti.
Il sopralluogo è durato pochi minuti, visto che ormai la maggior parte dei rifiuti industriali sono stati rimossi.
Poli ha aperto una polemica politica con la sindaca e l’amministrazione che non ha informato i capigruppo consiliari della visita della commissione. Il consigliere, pronto a sollevare il caso con la prefettura, ha chiesto per quale ragione alla visita ha potuto partecipare il capo di gabinetto della sindaca, Andrea Recaldin. «Noi invitiamo i sindaci e poi decidono chi portare del loro staff», ha smorzato i toni l’onorevole Bratti. Polemica condivisa dai 5 Stelle e dai Socialisti. «Anche noi come Comune siamo stati invitati dalla prefettura e dalla commissione», ha risposto la sindaca.
Sabrina Chiellini
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