Orti urbani in via di Ripa il Comune lavora al bando
Ottantamila euro sono disponibili per un progetto che punta a far incontrare generazioni diverse (giovani e anziani) in un unico luogo di scambio
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SANTA CROCE. Rispetto ai vecchi orti sociali l’idea è più ampia e soprattutto più inclusiva: far incontrare generazioni diverse, giovani e meno giovani uniti in un unico luogo di scambio, attraverso saperi e competenze da riscoprire, per riallacciare il filo del legame alla terra, alle stagioni e alla propria comunità. C’è tutto questo nel progetto degli orti urbani lanciato dalla Regione. Progetto che avrà a Santa Croce uno dei suoi primi banchi di prova, attraverso un finanziamento da 50mila euro che ha già permesso di far partire i primi lavori. Il Comune di Santa Croce ne ha aggiunti altri 30mila, dando avvio dalla scorsa settimana al cantiere per la realizzazione dei primi orti urbani all’interno del parco in via di Ripa, proprio di fronte ai capannoni del carnevale. È qui che nascerà entro due mesi un’area con 32 appezzamenti da 40 metri quadri ciascuno, dotata di strutture di deposito, gazebo, spazi comuni e un altro pozzo in aggiunta a quello già esistente.
«Entro l’anno chiuderemo i lavori, in modo da rispettare i tempi e le finalità dettate dalla Regione», spiega il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Elisa Bertelli. Nelle intenzioni del bando regionale, infatti, i cosiddetti orti urbani dovranno andare in gestione ad un ente senza scopo di lucro, che a sua volta avrà il compito di assegnarli ai singoli cittadini, dando priorità non solo agli anziani ma anche alle giovani coppie.
«L’obiettivo è mettere insieme generazioni diverse – dice Bertelli – in un luogo di socializzazione che permetta di trasmettere i saperi di una volta e quella dimensione della terra che abbiamo un po’ perso. In quella zona di Santa Croce ci sono tanti altri luoghi di aggregazione, ma ciascuno è rivolto ad una particolare passione o ad una precisa fascia d’età. Il progetto degli orti urbani nasce per essere trasversale, unendo giovani e meno giovani».
Da adesso in poi, in parallelo ai lavori, gli uffici comunali lavoreranno alla preparazione del bando per gestire l’area: all’avviso potranno rispondere cooperative, associazioni o gruppi di associazioni senza scopo di lucro, che dovranno gestire l’apertura e la chiusura dell’area, assegnando i lotti agli “ortisti” che ne faranno richiesta. A tutto questo sarà legata una campagna informativa, soprattutto sul web, attraverso una piattaforma messa a disposizione dalla Regione.
«Rispetto ad altri Comuni – aggiunge Bertelli – abbiamo deciso di partire con un progetto di dimensioni ridotte, anche per valutare la risposta. Da alcuni mesi abbiamo notato interesse da parte dei cittadini».
Giacomo Pelfer
«Entro l’anno chiuderemo i lavori, in modo da rispettare i tempi e le finalità dettate dalla Regione», spiega il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Elisa Bertelli. Nelle intenzioni del bando regionale, infatti, i cosiddetti orti urbani dovranno andare in gestione ad un ente senza scopo di lucro, che a sua volta avrà il compito di assegnarli ai singoli cittadini, dando priorità non solo agli anziani ma anche alle giovani coppie.
«L’obiettivo è mettere insieme generazioni diverse – dice Bertelli – in un luogo di socializzazione che permetta di trasmettere i saperi di una volta e quella dimensione della terra che abbiamo un po’ perso. In quella zona di Santa Croce ci sono tanti altri luoghi di aggregazione, ma ciascuno è rivolto ad una particolare passione o ad una precisa fascia d’età. Il progetto degli orti urbani nasce per essere trasversale, unendo giovani e meno giovani».
Da adesso in poi, in parallelo ai lavori, gli uffici comunali lavoreranno alla preparazione del bando per gestire l’area: all’avviso potranno rispondere cooperative, associazioni o gruppi di associazioni senza scopo di lucro, che dovranno gestire l’apertura e la chiusura dell’area, assegnando i lotti agli “ortisti” che ne faranno richiesta. A tutto questo sarà legata una campagna informativa, soprattutto sul web, attraverso una piattaforma messa a disposizione dalla Regione.
«Rispetto ad altri Comuni – aggiunge Bertelli – abbiamo deciso di partire con un progetto di dimensioni ridotte, anche per valutare la risposta. Da alcuni mesi abbiamo notato interesse da parte dei cittadini».
Giacomo Pelfer
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