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“Il Caramello”, il futuro è sempre più incerto

“Il Caramello”, il futuro è sempre più incerto

Dopo la visita di tecnici comunali al centro educativo, genitori in apprensione Nel 2018 scade la convenzione e l’ente locale cerca nuovi spazi per le scuole

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CASCINA. La visita di alcuni tecnici del Comune all’interno del centro educativo integrato “Il Caramello” a Navacchio e attualmente gestito dalla cooperativa Paim, frequentato da bambini nella fascia di età 0-6, quindi con servizio nido e materna, ha creato una certa apprensione nell’ambiente della scuola. Tutto nasce dal fatto che l’anno prossimo scade la convenzione tra Comune e Paim. Una convenzione grazie a cui la cooperativa ha potuto godere dell’edificio con un vantaggio: a fronte di un comodato gratuito d’uso per dieci anni, Paim era tenuta solo a degli interventi di manutenzione. Interventi che sono stati eseguiti per un importo superiore ai 100mila euro in dieci anni.

Il Comune, proprietario dell’edificio, è alla ricerca di spazi per costruire nuove scuole, e in tal senso, non esclude la possibilità di poter utilizzare l’edificio di Navacchio, che è articolato su tre piani e ha un ampio giardino. Pare di capire che siamo in una fase molto embrionale della valutazione. Ma questo ha innescato i timori delle famiglie (la scuola è frequentata da circa 70 bambini) e delle insegnanti. Il nido e la materna in questa struttura sono stati la prima esperienza in Toscana con determinate caratteristiche. Inizialmente il centro di chiamava “Giardino dei colori” e nella gestione, almeno in una prima fase, era stata coinvolta anche l’amministrazione con una piccola cooperativa, che poi però aveva incontrato difficoltà economiche e le insegnanti avevano rischiato di trovarsi a spasso. Era stato così trovato un accordo con Paim per superare il problema.

«Nel 2018 scade il comodato – conferma il presidente della cooperativa Paim, Giancarlo Freggia – Dopo il sopralluogo dei tecnici comunali, abbiamo chiesto un incontro con l’amministrazione comunale per conoscere le loro intenzioni. Siamo disponibili, ovviamente, a trattare la convenzione e se sarà necessario anche a pagare un affitto. Il servizio è nostro, gestito dalla cooperativa, ma dobbiamo capire come possiamo organizzarci per il prossimo anno scolastico. Se ci viene a mancare la sede della scuola, è chiaro che diventa un problema per noi, per le 70 famiglie dei bambini e anche per quelle dei 12 dipendenti».

Dopo la vicenda del centro per malati di Alzheimer a Zambra, che poi Paim ha chiuso, si profila quindi un altro momento di confronto piuttosto “caldo” tra Comune e cooperativa sociale, con l’ente comunale che, a quanto si viene a sapere da corso Matteoti, si rende disponibile a studiare una soluzione senza però fare sconti: «I conti devono quadrare, per tutti».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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