Italia
il parroco: «non penso a una ritorsione»
Gettato in chiesa un sacchetto pieno di escrementi
SANTA CROCE. Ad accorgersene sono state le donne che si occupano delle pulizie. Gettato in terra, sul pavimento, a pochi metri dalla porta d’ingresso della navata centrale, c’era una sacchetto in...
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Ad accorgersene sono state le donne che si occupano delle pulizie. Gettato in terra, sul pavimento, a pochi metri dalla porta d’ingresso della navata centrale, c’era una sacchetto in plastica dall’odore nauseante. Un sacchetto colmo di escrementi, gettato nel bel mezzo di una chiesa pochi minuti dopo l’apertura. È l’episodio incredibile avvenuto ieri nella Collegiata di Santa Croce, l’antica chiesa di San Lorenzo nel cuore del centro storico. È qui che qualcuno ha deciso di compiere un gesto apparentemente senza senso: una bravata, forse uno scherzo di pessimo gusto ma che certo ha il sapore di una profanazione. La scoperta è stata fatta intorno alle 8,30, quando le due donne che si occupano delle pulizie hanno avvisato il nuovo parroco don Alberto Breda, sceso in Collegiata per rendersi conto di quanto era accaduto.
«È stata un’immagine spiacevole – racconta il parroco – soprattutto pensando alle due donne che hanno ripulito il pavimento».
L’odore degli escrementi aveva invaso rapidamente ogni angolo della chiesa, mentre la notizia di quanto accaduto si diffondeva, per le strade del paese, aprendo domande e interrogativi senza risposta. L’impressione, ad ogni modo, è che si tratti di un gesto senza alcun intento ritorsivo nei confronti della parrocchia.
«Io sono qui solo da quattro mesi – riprende don Alberto – ma non ho notizia di azioni o atti vandalici contro la nostra chiesa. Non è mai successo niente del genere, anzi: una delle cose belle di Santa Croce è proprio il fatto di poter tenere le chiese aperte tutto il giorno, per 12 ore, senza alcun problema, mentre altrove vediamo telecamere o porte chiuse all’ora di pranzo. Pensiamo che sia stato un gesto isolato, che non ha niente a che vedere con quanto accaduto alcuni mesi fa in via Carducci (lancio di escrementi da una finestra, nda). Se invece la cosa si dovesse ripetere, allora dovremmo chiedere l’aiuto delle autorità». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«È stata un’immagine spiacevole – racconta il parroco – soprattutto pensando alle due donne che hanno ripulito il pavimento».
L’odore degli escrementi aveva invaso rapidamente ogni angolo della chiesa, mentre la notizia di quanto accaduto si diffondeva, per le strade del paese, aprendo domande e interrogativi senza risposta. L’impressione, ad ogni modo, è che si tratti di un gesto senza alcun intento ritorsivo nei confronti della parrocchia.
«Io sono qui solo da quattro mesi – riprende don Alberto – ma non ho notizia di azioni o atti vandalici contro la nostra chiesa. Non è mai successo niente del genere, anzi: una delle cose belle di Santa Croce è proprio il fatto di poter tenere le chiese aperte tutto il giorno, per 12 ore, senza alcun problema, mentre altrove vediamo telecamere o porte chiuse all’ora di pranzo. Pensiamo che sia stato un gesto isolato, che non ha niente a che vedere con quanto accaduto alcuni mesi fa in via Carducci (lancio di escrementi da una finestra, nda). Se invece la cosa si dovesse ripetere, allora dovremmo chiedere l’aiuto delle autorità». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google