Il Tirreno

Pontedera

Nuovo esposto in Procura sull’appalto per la Tinaia

Nuovo esposto in Procura sull’appalto per la Tinaia

Si chiede di accertare come mai non si è fermato l’affidamento visto che le caratteristiche dichiarate non erano corrispondenti al bando

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CASCINA. Si poteva immaginare che prima o poi sarebbe scoppiato di nuovo un caso Tinaia. Era nell’aria già ai tempi delle elezioni amministrative, più di un anno fa. L’apertura del centro di accoglienza per migranti, nell’ex agriturismo in piena campagna, aveva seguito un iter molto simile a quello che un privato aveva proposto per un ex albergo, situato nel centro storico di Santa Croce sull’Arno. Ma qui i migranti non arrivarono: la politica si mosse in maniera diversa di quello che è successo a Cascina. Più volte era stata paventata la possibilità che le caratteristiche dell’edificio non fossero aderenti a quanto richiesto dal bando. Tant’è che i cittadini e i consiglieri che allora erano d’opposizione avevano anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pisa evidenziando quelle che a loro avviso erano anomalie da non sottovalutare tenuto conto che il privato riceve soldi pubblici per gestire l’accoglienza. I mesi sono passati e sembrava che niente potesse scalfire le modalità di gestione attuate. La novità, cioè il parere negativo al funzionamento della struttura emesso dall’Asl, è arrivata in un momento in cui la polemica sull’accoglienza migranti andava sgonfiandosi rispetto ai primi mesi dell’insediamento della sindaca leghista, Susanna Ceccardi. Asl e vigili del fuoco sono stati attivati dalla Prefettura di Pisa con urgenza e hanno accertato pesanti incongruenze attuale e quanto era stato autorizzato con parere positivo dell’Asl il 25 marzo 2016. Il numero autorizzato era di persone anche se il gestore ha portato nel centro, sempre in accordo con la prefettura, anche 90 migranti. Ora ce ne sono 72 e sembra che la prefettura si stia dando da fare per “snellire” il centro sovraffollato. Il punto vero che anche Asl e vigili del fuoco si sono resi conto che non è stato possibile accertare la primitiva destinazione d’uso di alcuni locali che in fretta e furia son stati adibiti a camere. Così che alla proprietà e al gestore sono stati chiesti una serie di documenti che attestino la regolarità degli impianti e della destinazione di alcuni locali. I documenti non sono arrivati e quindi l’Asl non ha potuto fare a meno di dare un parere negativo.

Detto questo, il Comune ha sollecitato di nuovo l’intervento della Procura a cui è stata inviata una nuova informativa. Da un anno la giunta comunale denuncia i presunti abusi edilizi e la carenza di requisiti strutturali e igienico sanitaria nell’immobile usato come centro di accoglienza per migranti. Così come denuncia il sovraffollamento dell’edificio.

Il Comune muove anche altre accuse chiamando in causa direttamente il ruolo della Prefettura. E lo fa partendo dall’ordinanza con cui il Comune ha chiesto alla proprietaria della Tinaia di rimuovere gli abusi edilizi. L’ordinanza è stata impugnata davanti al Tar sia dalla proprietaria dell’edificio che dalla società Gestioni Immobili srl (che ora ha cambiato il nome in Oltreilmare riconducibile però allo stesso imprenditore) e dalla prefettura di Pisa. Quest’ultima, come si legge nell’informativa inviata alla Procura, ha ribadito la legittimità dell’appalto, rendendo così più debole l’azione del Comune. Tutto perché, si diceva, il privato aveva dichiarato «che la struttura possedeva i requisiti richiesti dal bando pubblico».

Su questo il Comune chiede che si faccia chiarezza con un’indagine.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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