Poca igiene e troppi migranti al centro d’accoglienza La Tinaia
Dopo un’ispezione l’Asl dà parere negativo sul funzionamento della struttura ed evidenzia anomalie La sindaca coglie la palla al balzo per tornare sull’argomento profughi e scrivere alla prefettura
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CASCINA. Ora anche l’Asl certifica, nero su bianco, che le condizioni igienico sanitarie all’interno del centro di accoglienza per migranti “La Tinaia” sono precarie. Alla fine del mese di settembre personale tecnico dell’Asl è tornato all’interno della struttura che ormai da un anno e mezzo è stata aperta in quello che un tempo era un agriturismo e un edificio usato come location per eventi e matrimoni, nella campagna di Santo Stefano a Macerata.
Il parere sul funzionamento del centro accoglienza emesso dall’Asl – stando a quanto spiega la stessa sindaca, Susanna Ceccardi – è negativo e fa riferimento alla carenza dei requisiti strutturali ed igienico sanitari dell’edificio che è stato al centro della recente ispezione e che dalla primavera dell’anno passato è al centro di un acceso scontro politico tra gli attuali amministratori del Comune (Lega e centrodestra) e i partiti della sinistra. Ma al tempo stesso è nel mirino delle proteste dei residenti e fulcro di una battaglia incrociata al Tar con esposti e ricorsi che ancora devono essere discussi nel merito. L’amministrazione da sempre segnala una situazione di sovraffollamento dovuta al fatto che il numero delle persone accolte è molto superiore a quello autorizzato: il Comune parla di 72 ospiti (ma ce ne sono stati anche molti di più) rispetto ai 30 autorizzati. Ora l’Asl certifica quello che l’amministrazione sta dicendo da mesi. Di questo la sindaca ha subito informato la prefettura di Pisa e il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione e di espulsione, onorevole Federico Gelli (Pd).
L’ispezione ha accertato che c’è un’incongruenza tra la situazione reale e quella che è stata dichiarata a suo tempo agli enti competenti. Oltre ai problemi igienici, è stata rilevata la mancanza della documentazione che attesta che i manufatti realizzati nella parte interna ed esterna hanno tutti i permessi necessari, così come non si può dire che la conformità degli impianti elettrici sia stata attestata.
Un quadro che sembra essere la fotografia di quello che il Comune e la sindaca avevano sostenuto lo scorso febbraio durante l’audizione che si era svolta in prefettura, in occasione della visita della delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza.
Se il battage politico sulla Tinaia aveva allentato la sua morsa, Lega e centrodestra hanno ora l’occasione per tornare sull’argomento e chiedere la chiusura del centro o che rispetti i numeri inizialmente previsti.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il parere sul funzionamento del centro accoglienza emesso dall’Asl – stando a quanto spiega la stessa sindaca, Susanna Ceccardi – è negativo e fa riferimento alla carenza dei requisiti strutturali ed igienico sanitari dell’edificio che è stato al centro della recente ispezione e che dalla primavera dell’anno passato è al centro di un acceso scontro politico tra gli attuali amministratori del Comune (Lega e centrodestra) e i partiti della sinistra. Ma al tempo stesso è nel mirino delle proteste dei residenti e fulcro di una battaglia incrociata al Tar con esposti e ricorsi che ancora devono essere discussi nel merito. L’amministrazione da sempre segnala una situazione di sovraffollamento dovuta al fatto che il numero delle persone accolte è molto superiore a quello autorizzato: il Comune parla di 72 ospiti (ma ce ne sono stati anche molti di più) rispetto ai 30 autorizzati. Ora l’Asl certifica quello che l’amministrazione sta dicendo da mesi. Di questo la sindaca ha subito informato la prefettura di Pisa e il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione e di espulsione, onorevole Federico Gelli (Pd).
L’ispezione ha accertato che c’è un’incongruenza tra la situazione reale e quella che è stata dichiarata a suo tempo agli enti competenti. Oltre ai problemi igienici, è stata rilevata la mancanza della documentazione che attesta che i manufatti realizzati nella parte interna ed esterna hanno tutti i permessi necessari, così come non si può dire che la conformità degli impianti elettrici sia stata attestata.
Un quadro che sembra essere la fotografia di quello che il Comune e la sindaca avevano sostenuto lo scorso febbraio durante l’audizione che si era svolta in prefettura, in occasione della visita della delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza.
Se il battage politico sulla Tinaia aveva allentato la sua morsa, Lega e centrodestra hanno ora l’occasione per tornare sull’argomento e chiedere la chiusura del centro o che rispetti i numeri inizialmente previsti.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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