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Il “Cammino di Santa Giulia” per viandanti
Carlo Picchetti ha riscoperto il percorso da Livorno a Brescia passando per diversi comuni pisani
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CAPRONA. Il sogno del livornese Carlo Picchetti ha trovato casa a Buti. Da una collaborazione con l’amministrazione, infatti, è nato poi qualcosa di più e l’associazione “Il cammino di Santa Giulia” è stata costituita, in primavera, proprio nel capoluogo butese. L’associazione, promuove l’itinerario della traslazione delle reliquie di Santa Giulia dall’isola di Gorgona a Brescia, avvenute nel 763 d.c. circa per volontà del re longobardo Desiderio. Lungo il cammino da Livorno (di cui Santa Giulia è patrona) alla città lombarda, gli escursionisti attraversano in 20 tappe, 59 comuni e 3 regioni (Toscana, Emilia Romagna e Lombardia): 460 km a piedi, tra bellissimi scorci montani e di pianura.
«Nel 2011 - spiega Carlo Picchetti - in un periodo di riflessione personale, decisi di mettermi in cammino e dato che conoscevo la storia di santa Giulia, iniziai ricalcando proprio l’itinerario della traslazione delle sue spoglie». Il “Cammino”, pian piano e dopo diverse variazioni, nel tempo è diventato sempre più aderente al tessuto paesaggistico e alle fonti storiche, così da attirare l’attenzione di chi ama camminare e di chi studia la Passione della santa (crocifissa nel 460 d.c. in Corsica).
«L’ho percorso 3 volte - racconta Picchetti - l’ultima delle quali con due pellegrini di Varese. Dopo il tragitto uno di loro si è innamorato del progetto ed è diventato presidente dell’associazione». Per lunghi tratti “Il cammino di santa Giulia” poggia in territorio pisano, nei comuni di Pisa, Cascina, Vicopisano, la pieve di santa Giulia a Caprona, Calci e Buti, quindi il Monte Serra dalla Valgraziosa e poi in Lucchesia.
«Tutto è nato dagli studi di Gabriele Chiesa - dice Carlo Picchetti - che però percorreva la distanza tra Livorno e Brescia in bicicletta. Le tracce del “Cammino” erano pensate per le due ruote. Partendo da quegli itinerari, l’ho reso più adatto ai camminatori e agli amanti del paesaggio».
La riscoperta del Cammino di Santa Giulia coincide anche col ritorno alla spiritualità di Carlo Picchetti. «Un po’ come tutti - spiega - mi ero allontanato dalla Chiesa. Il percorso, invece, dà continui spunti di riflessione e favorisce il colloquio con se stessi». Il Cammino di Santa Giulia può essere percorso in solitaria o in gruppo e lungo il tragitto, da qualche tempo, sono state avviate collaborazioni con enti che hanno messo a disposizione locali per il ristoro dei viandanti.
«Consiglio - conclude Picchetti - di partire per un viaggio di ricerca personale, sia in gruppo che da soli, dipende dalle esigenze di ciascuno. Vviverlo in solitudine è comunque un’esperienza straordinaria». Per info e contatti ilcamminare.it
Carlo Palotti
«Nel 2011 - spiega Carlo Picchetti - in un periodo di riflessione personale, decisi di mettermi in cammino e dato che conoscevo la storia di santa Giulia, iniziai ricalcando proprio l’itinerario della traslazione delle sue spoglie». Il “Cammino”, pian piano e dopo diverse variazioni, nel tempo è diventato sempre più aderente al tessuto paesaggistico e alle fonti storiche, così da attirare l’attenzione di chi ama camminare e di chi studia la Passione della santa (crocifissa nel 460 d.c. in Corsica).
«L’ho percorso 3 volte - racconta Picchetti - l’ultima delle quali con due pellegrini di Varese. Dopo il tragitto uno di loro si è innamorato del progetto ed è diventato presidente dell’associazione». Per lunghi tratti “Il cammino di santa Giulia” poggia in territorio pisano, nei comuni di Pisa, Cascina, Vicopisano, la pieve di santa Giulia a Caprona, Calci e Buti, quindi il Monte Serra dalla Valgraziosa e poi in Lucchesia.
«Tutto è nato dagli studi di Gabriele Chiesa - dice Carlo Picchetti - che però percorreva la distanza tra Livorno e Brescia in bicicletta. Le tracce del “Cammino” erano pensate per le due ruote. Partendo da quegli itinerari, l’ho reso più adatto ai camminatori e agli amanti del paesaggio».
La riscoperta del Cammino di Santa Giulia coincide anche col ritorno alla spiritualità di Carlo Picchetti. «Un po’ come tutti - spiega - mi ero allontanato dalla Chiesa. Il percorso, invece, dà continui spunti di riflessione e favorisce il colloquio con se stessi». Il Cammino di Santa Giulia può essere percorso in solitaria o in gruppo e lungo il tragitto, da qualche tempo, sono state avviate collaborazioni con enti che hanno messo a disposizione locali per il ristoro dei viandanti.
«Consiglio - conclude Picchetti - di partire per un viaggio di ricerca personale, sia in gruppo che da soli, dipende dalle esigenze di ciascuno. Vviverlo in solitudine è comunque un’esperienza straordinaria». Per info e contatti ilcamminare.it
Carlo Palotti
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