Il Tirreno

Pontedera

fine di un’era 

Carismi, oggi l’atto decisivo per il passaggio ai francesi

Carismi, oggi l’atto decisivo per il passaggio ai francesi

SAN MINIATO. Ieri il passaggio nei consigli d’amministrazione delle banche che saranno salvate da Crédit Agricole Cariparma. Stamani la firma a Milano e nel tardo pomeriggio, a mercati azionari...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Ieri il passaggio nei consigli d’amministrazione delle banche che saranno salvate da Crédit Agricole Cariparma. Stamani la firma a Milano e nel tardo pomeriggio, a mercati azionari chiusi, la comunicazione ufficiale della firma dell’accordo quadro che darà l’avvio a un nuovo corso per la Cassa di Rimini e quella di Cesena, ma soprattutto per la Cassa di risparmio di San Miniato. Un passaggio ai francesi che diventerà (finalmente) realtà dopo un lunghissimo periodo di offerte, controlli dei conti, le proposte di fondi d’investimento o di cordate che non hanno fatto altro che allungare i tempi di un’agonia praticamente già scritta.

Fino all’interessamento di uno dei gruppi bancari più solidi al mondo. Che nel primo semestre del 2017, in Italia, ha registrato un risultato netto di competenza pari a 293 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un risultato netto aggregato gestionale di 456 milioni di euro. E che registra una crescita del 4% anche per quanto riguarda i ricavi, saliti a 1,6 miliardi di euro e per un totale degli impieghi che ha raggiunto i 62,4 miliardi.

Numeri rilevanti che inducono a pensare che questa operazione, per le disastrate casse di Carismi che nel 2015 registrò un “rosso” da 67 milioni, poi ridotto nel 2016 a poco meno di 47 milioni.

Certo, dopo la firma dell’accordo quadro, in cui si dovrà capire cosa accadrà delle tre banche e soprattutto dei dipendenti (a San Miniato si parla di 144 esuberi), si apriranno procedure riguardanti proprio i dipendenti e il numero delle filiali. Una partita che sarà giocata dal sindacato, ma che preluderà comunque alla valutazione dell’operazione da parte della Banca centrale europea (Bce), il cui benestare o meno è previsto non prima della fine dell’anno. La partita, quindi, non sembra ancora chiusa definitivamente. Anche se ormai la bandiera francese sta per essere issata sul colle. (a.q.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani