Il presidio
Chirurgia ambulatoriale, l’attesa arriva fino a due anni
Pontedera: l’esasperazione di una cittadina alle prese con l’alternanza dei medici e le ferie del personale nel reparto. Semi paralisi anche nel settore di otorinolaringoiatria
PONTEDERA. Per la chirurgia ambulatoriale all’ospedale Lotti è arrivato il tempo delle ferie. La chiusura delle sale operatorie per questo tipo di interventi, che possono non essere urgenti, non è certo una novità. Ma non è facile dire ad un paziente che ha un problema di salute “Ci vediamo a settembre”. Questo, però, succede puntualmente ogni estate, per consentire a medici e infermieri di poter fare le ferie.
«Sono vittima di lunghi e disagevoli tempi d'attesa dovuti (anche) ad un cambio di medico del reparto di chirurgia, che ha già dei tempi d'attesa piuttosto lunghi. Un “cambio della guardia” ancora senza risultati e che dura da ormai più di sei mesi. Tutto questo non ci voleva davvero», racconta una lettrice, Serena Tria. «Ho aspettato ormai due anni da quando sono stata inserita nella lunga lista d'attesa. Capisco i tagli, capisco tutto, ma la gente ha comunque bisogno dei servizi ospedalieri, e questi vanno (dovrebbero) essere garantiti in tempi ragionevoli. Sono veramente sfiduciata e stanca di aspettare, ho persino provato a rivolgermi a medici di strutture private, ma purtroppo richiedono cifre per me assolutamente proibitive, per un intervento che dovrebbe essere dovuto dal Sistema sanitario nazionale».
La cittadina ha bisogno di questo intervento da circa due anni. «Sono in lista d'attesa nel reparto di chirurgia plastica all’ospedale da ormai quasi due anni, anche se mi era stata preventivata un'attesa di un quarto del tempo. Durante questo tempo ho più volte chiamato la pre-ospedalizzazione per mantenermi informata sui tempi di attesa che ho visto allungarsi a dismisura mese dopo mese. Benché le infermiere siano sempre molto disponibili (quando rispondono...), ora mi hanno detto che il medico è in vacanza».
La donna è esasperata. «Praticamente – aggiunge – è da quest'inverno che rimandano, ora nemmeno loro sanno più cosa dirmi per giustificare un simile ritardo. Mi dicono che il dottore che mi visitò, ormai due anni orsono, non è più di ruolo, e che fra una sostituzione e l'altra si tentenna a trovare chi lo sostituirà definitivamente».
La cittadina ha quindi deciso di rendere pubblica la sua vicenda sperando che possa servire a smuovere qualcosa. Al direttore dell’ospedale Lotti chiede di intervenire. Un problema simile era emerso all’inizio di giugno e allora l’ospedale aveva risposto che la chirurgia era in fase di riorganizzazione, compreso il settore che riguarda gli interventi di chirurgia plastica. Organizzazione che ancora non è stata decisa.
Che qualcosa non stia andando come previsto all’ospedale di Pontedera comincia ad essere chiaro anche agli amministratori comunali, che negli ultimi tempi hanno ricevuto altre segnalazioni.
Oltre alla carenza cronica di posti letto, anche perché a Pontedera continuano ad arrivare pazienti che dovrebbero fare riferimento all’ospedale di Empoli, ci sono le difficoltà nell’organizzare il lavoro dei reparti, come ad esempio quello di otorino, il cui primario di fatto lavora a Livorno. Il numero dei medici in servizio è insufficiente rispetto alle necessità e questo finisce per aumentare le difficoltà di tutto il personale e amplifica le attese da parte di chi ha bisogno di una visita o di interventi.
Per non parlare poi degli arredi dello stesso ambulatorio di otorino, che dispone di un mobile assai datato nel tempo, senza vetri e con farmaci lasciati senza alcuna protezione. Le richieste per migliorare il servizio finora sono cadute nel vuoto.
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