Il Tirreno

Pontedera

Carismi, il salvataggio è fatto ma l’ufficialità slitta a settembre

Andreas Quirici
 Divo Gronchi, Alessandro Bandini e Silvano Piacentini
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Divo Gronchi, Alessandro Bandini e Silvano Piacentini

Crédite Agricole trova l’intesa tra Fondo interbancario e Governo per l’aumento di capitale I francesi: «La conclusione favorevole dell’operazione porterà benefici per i clienti e il territorio»

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PONTEDERA. Tecnicamente è un rinvio a settembre. Nella pratica è un accordo fatto per l’aumento di capitale e il conseguente salvataggio della Cassa di risparmio di San Miniato. Cautele del caso a parte, con la nota inviata da Crédite Agricole a mercati finanziari abbondantemente chiusi, ieri, si conferma l’interesse per l’acquisizione di Carsimi e le casse di Rimini e di Cesena. L’intesa tra i francesi, il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) e il Governo c’è ed è confermata da più parti. Oggi Crédite Agricole presenterà una nuova offerta non vincolante con lo schema individuato per il salvataggio, d’accordo col Fondo e Banca d’Italia.


La soluzione è l’incremento delle risorse degli aderenti allo schema volontario del Fitd da 90 milioni che dovrebbe essere ratificato nell’assemblea del 7 settembre. Ma c’è anche il ruolo del Governo che, nella prossima legge finanziaria, dovrebbe inserire le coperture finanziarie per sgravi riguardanti il trattamento fiscale delle perdite anticipate che Crédite Agricole trova nei bilanci delle tre banche.
Da qui il rinnovo del colosso francese, tramite la propria controllata italiana, Cariparma, «e fino al 15 settembre del proprio interesse a dare corso all’operazione». Entro quella data dovranno essere confermati i presupposti e le condizioni stabilite durante queste ultime settimane, «con particolare riferimento alla cartolarizzazione dei crediti deteriorati delle tre banche e l’approvazione dell’assemblea degli aderenti allo schema volontario del Fitd dell’incremento delle risorse necessario per dare corso all’operazione».


Crédit Agricole, nella nota, dice di confidare «nell’esito positivo di tale percorso e, pertanto, nella favorevole conclusione dell’operazione, ricordando che la stessa consentirà tra l’altro alle banche target di tutelare i depositanti e di beneficiare dell’integrazione all’interno di un gruppo bancario internazionale, con significative ricadute sull’economia dei territori di riferimento e dei diversi stakeholders coinvolti».
Il più è fatto, assicurano da San Miniato. Ora non resta che aspettare che tutto venga ratificato in maniera ufficiale. Dal presidente Alessandro Bandini, all’amministratore delegato Divo Gronchi, passando per il direttore generale Silvano Piacentini c’è la consapevolezza di aver (quasi) condotto in porto un’operazione necessaria per rimediare a errori commessi da altri in passato, quando la Cassa di risparmio di San Miniato puntava a diventare un istituto di credito di riferimento per la Toscana e oltre, ma ha finito per mettere insieme 670 milioni di crediti deteriorati, frutto di affidamenti mai restituiti a imprenditori toscani.
La fine della telenovela che va avanti da mesi sembra essere ai titoli conclusivi. Di fatto sta scorrendo l’ultima scena. Ma per il finale ufficiale occorrerà aspettare che passi l’estate.

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