Il Tirreno

Pontedera

Vanno a ruba le carpe giapponesi di due volterrani

Vanno a ruba le carpe giapponesi di due volterrani

Una coppia alleva gli esemplari comprati in Oriente In vista percorsi didattici per i bimbi e terapie anti stress 

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Giovani, intraprendenti e scoppiettanti di idee, la coppia di volterrani Giacomo Guarguaglini e Francesca Camerini si sono tuffati nel curioso e colorato mondo delle carpe Koi, realizzando la loro personalissima Koi Farm, importando dal Giappone esemplari selezionati di questa pregiata razza di carpe, destinandoli al commercio ed ai loro infiniti progetti. «Ci siamo messi in gioco con la nostra Koi Farm da circa un anno – racconta orgoglioso Giacomo nel guardino ispirato al Sol levante con aceri, pini bonsai e macro bonsai e ciliegi “Serrulata Kanzan”, tutto rigorosamente pulito e ordinato – ho sempre avuto una grande passione per la pesca ed una forte attrazione per il Giappone e da queste passioni è nata la nostra idea».

Commercio di carpe ornamentali provenienti da Giappone e Cina, partendo da un’attività di vent’anni legata ai cani da tartufo. Guarguaglini è anche un pescatore: «Poi abbiamo deciso di prendere, senza conoscerne le origini, delle piccole carpe Koi, per il laghetto che avevamo fatto per le nostre figlie. E siamo rimasti affascinati, cominciato a informarci dalle aziende che si occupano di questo settore e abbiamo scoperto che esiste un vero e proprio mercato di questi esemplari. Da qui, l’idea di realizzare la Koi Farm». Nei tempi passati questi esemplari ornamentali erano tenute in brocche di terracotta che lasciavano intravedere solo la parte dorsale, che resta tutt’oggi quella che attribuisce pregio e valore all’animale. La categoria più popolare delle carpe Koi è la Gosanke che unisce le tre varietà Kohaku, Showa, Sanke, le quali sono finemente selezionate prima di essere messe in commercio. I prezzi variano da poche decine di euro ad infiniti zeri».

«La colorazione è spesso influenzata dal luogo in cui nascono e crescono i pesci – spiegano Giacomo e Francesca – in zone del Giappone ricche di ferro le colorazioni rosse e nere delle carpe saranno più accentuate e ogni allevamento sceglie una varietà che si confà anche al territorio».

La coppia è alla terza importazione di questa fantastica specie. A ottobre Giacomo tornerò in Giappone per acquistarne altri da rivendere in Italia. Ma non finisce qui, perché in ballo ci sono progetti come la creazione di uno spazio ispirato alla filosofia Giapponese dove poter praticare la Koi therapy contro lo stress, un’attività didattica per i bimbi, una vasca tattile per il ricovero degli storioni.

Chiara Bruschi



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera