Italia
Diciassette licenziati della Ristori passano alle vie legali
Montecalvoli: alla vigilia dello scorso Natale avevano perso il posto oltre 40 dipendenti. Ora si attendono notizie sul futuro dell'azienda dell'indotto Piaggio
PONTEDERA. Sono stati depositati presso il tribunale del lavoro di Pisa 17 ricorsi Fornero per l'impugnazione dei licenziamenti comminati in data 23 dicembre scorso dalla società Officine Ristori Spa. Gli avvocati Giulia Sampieri, Miria Zucchelli e Giulio Giraudo seguono i diversi casi. Le udienze per la comparizione delle parti sono state fissate per novembre dai giudici del lavoro del tribunale di Pisa dottor Franco Piragine e dottor Vincenzo Turco. I profili di impugnazione rilevati attengono alla violazione della procedura sui licenziamenti collettivi ex lege 223/91 ed alla concreta applicazione dei criteri di scelta effettuata dalla società, come spiegano gli avvocati cercando in questo modo di mettere un primo punto fermo sulla vicenda che ha registrato nel corso dei mesi diverse prese di posizione da parte dei sindacati.
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Dopo tanti annunci, quindi, sono arrivate sul serio le azioni legali da parte di un gruppo di lavoratori licenziati alla vigilia dello scorso Natale dalla Ristori di Montecalvoli, storica azienda dell’indotto Piaggio di Pontedera. Un passaggio delicato, ma molto importante per quanto riguarda il futuro dell’impresa che ora rischia di acuire le proprie difficoltà economiche dopo il concordato in continuità chiesto e ottenuto dal Tribunale di Pisa e i cali di fatturato registrati in questi ultimi anni per la diminuzione di commessa da parte di Piaggio. La minaccia di passare alle vie legali dei lavoratori che si sono ritrovati senza un posto è stata sostenuta dai sindacati, in particolar modo dalla Fiom Cgil, che non ha mai ricevuto richiesta da parte della proprietà dell’azienda per fare una conciliazione ed evitare di finite davanti al giudice.
La vicenda, così, entra in una ulteriore fase che parte dalla procedura di mobilità aperta alla fine del dicembre 20156 in cui vennero licenziati oltre quaranta dipendenti. Una procedura che, in realtà, avrebbe dovuto seguire l’iter della Naspi che ha parametri differenti. Da qui la possibilità di presentare ricorsi Fornero per i licenziati e il difficile scenario che si spalanca davanti a una delle aziende metalmeccaniche più conosciute della provincia di Pisa.
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