Il Tirreno

Pontedera

Inghiottita dalle onde, salvata in extremis

di Cristiano Marcacci
Inghiottita dalle onde, salvata in extremis

Insegnante del liceo Montale stava annegando, determinante l’intervento di due bagnini del Lido del Carabiniere

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TIRRENIA. La corrente se li era divorati e li stava spingendo sempre più al largo. Quando sono stati notati dalla spiaggia del Lido del Carabiniere, dove alcuni bagnanti hanno per fortuna udito le loro grida di aiuto, erano già due puntini neri che spuntavano dall’orizzonte.

È stata una questione di pochi minuti, bastati comunque ai bagnini Mario Lustrissimi (appuntato scelto dei carabinieri) e a Noureddine Bassam (di origine marocchina) per capire che la situazione stava volgendo velocemente al peggio e che c’era da intervenire subito senza perdere secondi preziosi.

Il rischio era fortissimo anche per loro, ma non hanno messo tempo in mezzo e hanno sfidato il libeccio e le onde con il solo ausilio del baywatch, il maxi salvagente che spesso si rivela determinante in quei salvataggi per i quali, a causa delle avverse condizioni del mare, non può essere utilizzato il patino.

La 26enne Giorgia Alderuccio, originaria di Siracusa e residente a Pisa, di professione insegnante al liceo “Montale” di Pontedera, stava per affogare. Anche perché un forte e doloroso crampo al quadricipite femorale destro le stava ulteriormente fiaccando le forze. Energie a zero anche per l’amico che si trovava in acqua con lei e che l’aveva accompagnata a fare il bagno. Da soli non sarebbero sopravvissuti.

Nonostante le condizioni proibitive e la bandiera rossa sventolante negli stabilimenti balneari, i due si erano immersi. Lo avevano fatto, poco dopo le 17.30 di ieri, nel tratto di spiaggia libera a Tirrenia, ma in pochissimo tempo la corrente, fortissima, li ha trascinati davanti al Lido del Carabiniere.

«Ad un certo punto non toccavo più coi piedi – racconta Alderuccio, subito dopo essersi ripresa dallo choc ed essere stata rifocillata – e ho cominciato a bere tantissimo. Le onde erano alte e frequenti, non davano tregua, non c’era modo di riprendere fiato. Nei primi momenti ho cercato di mantenere il più possibile la calma, ma poi ho capito che non ce l’avremmo fatta. Ero sfinita. È stato difficilissimo anche per i bagnini recuperarci. Li ringrazierò per sempre. Al Lido del Carabiniere sono stati tutti carinissimi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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