Il Tirreno

Pontedera

«Qui viviamo male» Profughi in corteo 

I richiedenti asilo ospiti alla Tinaia lamentano acqua razionata e il fatto di essere costretti a dormire in sedici in una camera 

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CASCINA. «No piace Tinaia». Non solo uno slogan, scritto su un pezzo di cartone e mostrato per protesta. Dietro a queste parole c’è la vita di giovani esasperati.

Gli oltre ottanta ospiti dell’ex agriturismo La Tinaia, in via Santa Maria a Cascina, trasformato in fretta e furia in un centro di accoglienza dall’aprile di un anno fa, sono sul piede di guerra contro la gestione della struttura, contro Cesare Merciai, legale rappresentante prima di Gestione immobili srl e ora della società Oltreilmare srl. Protestano per il sovraffollamento (secondo una relazione dei vigili del fuoco possono vivere nella struttura fino a 72 persone, per il Comune di Cascina invece questo numero deve scendere a poco più di 20), servizi igienico-sanitari insufficienti, acqua corrente inquinata, stando a quanto dicono i migranti, degrado dell’area a verde circostante all’immobile (le zanzare non danno tregua e vicino al centro c’è una fognatura a cielo aperto), mancanza di vestiario adeguato alla stagione calda, scarsa qualità dei pasti, ma soprattutto mancata assistenza medica per molti di loro, anche per casi gravi di malattia.

«Siamo costretti a dormire anche in sedici in una sola camera e l’acqua potabile è razionata».

I migranti hanno aperto il centro per fare entrare i cittadini e per fare vedere a tutti come vivono. Hanno anche mostrato bottiglie d’acqua contenenti un liquido giallastro. «Questa è l’acqua che dovremmo usare per lavarci e per qualsiasi altro uso domestico». I richiedenti asilo lamentano l’assenza di cure mediche: «Per qualunque malessere siamo costretti a rivolgerci al 118». Protestano per le lentezze della Questura nel rilascio dei permessi di soggiorno e del Comune che non dà loro la residenza nel centro di accoglienza, in quanto gli uffici non hanno la nuova convenzione firmata dalla gestione con la prefettura.

Davanti al centro ieri mattina sono arrivati, oltre a carabinieri e polizia, la sindaca leghista, Susanna Ceccardi, e alcuni residenti nella zona.

«Da quando ci siamo insediati, denunciamo i gravi problemi igienici e sanitari della struttura. Mi hanno sempre detto che strumentalizzavo politicamente. Questo il risultato. Siamo noi i razzisti?», è stato il primo commento di Ceccardi pubblicato su Facebook, dopo che l’ambulanza del 118 ha soccorso due migranti che sono stati colti da malore. Immediata la richiesta di interventi all’Asl e alla Prefettura.

La Tinaia è al centro di un procedimento al Tar della Toscana che ha concesso la sospensiva alla proprietaria dell’immobile dopo l’ordinanza di ripristino dei luoghi emessa dal Comune con l’intento di fare rimuovere o di sanare presunti abusi edilizi. Si parla dei magazzini usati per l’accoglienza dei migranti che sono utilizzati con una destinazione d’uso diversa da quella per cui sono stati costruiti e autorizzati.

Duro il leghista Edoardo Ziello, l’assessore al sociale: «Ricordo che la Prefettura di Pisa si è costituita ad adiuvandum (in favore della proprietà) contro il Comune che ha avviato un procedimento di contestazione alla struttura per il mancato rispetto delle norme sul sovraffollamento e gli abusi edilizi».

Sabrina Chiellini

Altro servizio a pagina 7

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