Il presidio
Il 30 giugno apre il Museo d’arte sacra in Sant’Agostino
La diocesi: «Per la prima volta in Italia la sistemazione delle opere avviene in una chiesa non sconsacrata»
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VOLTERRA. Venerdì 30 giugno, a partire dalle 16. 30, sarà inaugurato il nuovo Museo diocesano di arte sacra nella Chiesa di Sant’Agostino a Volterra. L’annuncio arriva dal vescovo monsignor Alberto Silvani. Peculiarità di questo Museo – forse il primo e unico in Italia – è la sistemazione di opere d’arte e suppellettili in una Chiesa che non è stata sconsacrata, ma che continua a rimanere luogo di culto. «L’adeguamento funzionale e la nuova collocazione del Museo diocesano nella Chiesa di Sant’Agostino – si legge in una nota – sono stati possibili grazie al lascito testamentario della nobildonna Franca Paoletti Adamo, morta a Siena il 19 dicembre 2000, che volle così onorare la memoria del padre, avvocato Paolo Paoletti, benefattore della città di Volterra, il cui nome evoca ancora un gradito ricordo da parte di tanti nostri concittadini».
Il Museo diocesano-Chiesa di Sant’Agostino viene così ad incrementare l’offerta culturale della città, affiancandosi al Museo etrusco di monsignor Guarnacci (primo museo pubblico in Italia, 1762), alla Pinacoteca civica realizzata da Corrado Ricci ed Ezio Solaini nel 1905 e al nucleo originario del Museo diocesano nella sede di via Roma dal 1932. Il restauro della Chiesa urbana è stato realizzato anche grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana, attingendo ai fondi dell’8 per mille dell’Irpef destinati a finalità culturali. L’allestimento museale è stato curato dallo Studio Guicciardini e Magni Architetti, con sede a Firenze e Poggibonsi. Gli allestitori sono stati affiancati da una commissione nominata dal vescovo e presieduta dal direttore scientifico del Museo, cav. dott. Umberto Bavoni. Della commissione curatrice hanno fatto parte anche il dott. Andrea Falorni, incaricato diocesano per i beni culturali, il cav. dott. Alessandro Furiesi, archivista diocesano, il dott. Amedeo Mercurio della Soprintendenza di Pisa, e il geom. Fabio Iozzi come responsabile unico del procedimento.
Nella Chiesa-Museo, per la quale si è voluto conservare l’aspetto di luogo di culto e di devozione, oltre al corredo artistico proprio della stessa Chiesa di Sant’Agostino, sono esposte opere provenienti per lo più dalla Cattedrale, dalle chiese cittadine e, pur in piccola parte, da chiese del territorio diocesano. Il valore aggiunto di questo nuovo istituto è senz’altro il recuperato legame tra gli arredi, le suppellettili liturgiche realizzate nel corso dei secoli, e il luogo per il quale erano state create: residenze per l’esposizione eucaristica, paliotti, cartegloria, bendinelle etc.
In questo modo sarà evidente anche la valenza catechetica del nuovo allestimento, in particolare per i bambini e i ragazzi che si apprestano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Gli spazi della Chiesa, con il suo arredo, hanno imposto una disposizione obbligata delle opere e una esposizione parziale ma significativa rispetto alla cospicua quantità di manufatti artistici conservati dalla Diocesi di Volterra. Nelle vetrine della sacrestia hanno trovato adeguata collocazione anche alcuni ricordi dei vescovi legati a Volterra: l’anello in oro e alabastro appartenuto a mons. Vasco Giuseppe Bertelli, la croce pettorale e l’anello in oro e lapislazzuli lasciati alla diocesi dal compianto mons. Mansueto Bianchi, nonché la croce in argento regalata da mons. Mario Meini. Il Museo è corredato da pannelli didattici multimediali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Museo diocesano-Chiesa di Sant’Agostino viene così ad incrementare l’offerta culturale della città, affiancandosi al Museo etrusco di monsignor Guarnacci (primo museo pubblico in Italia, 1762), alla Pinacoteca civica realizzata da Corrado Ricci ed Ezio Solaini nel 1905 e al nucleo originario del Museo diocesano nella sede di via Roma dal 1932. Il restauro della Chiesa urbana è stato realizzato anche grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana, attingendo ai fondi dell’8 per mille dell’Irpef destinati a finalità culturali. L’allestimento museale è stato curato dallo Studio Guicciardini e Magni Architetti, con sede a Firenze e Poggibonsi. Gli allestitori sono stati affiancati da una commissione nominata dal vescovo e presieduta dal direttore scientifico del Museo, cav. dott. Umberto Bavoni. Della commissione curatrice hanno fatto parte anche il dott. Andrea Falorni, incaricato diocesano per i beni culturali, il cav. dott. Alessandro Furiesi, archivista diocesano, il dott. Amedeo Mercurio della Soprintendenza di Pisa, e il geom. Fabio Iozzi come responsabile unico del procedimento.
Nella Chiesa-Museo, per la quale si è voluto conservare l’aspetto di luogo di culto e di devozione, oltre al corredo artistico proprio della stessa Chiesa di Sant’Agostino, sono esposte opere provenienti per lo più dalla Cattedrale, dalle chiese cittadine e, pur in piccola parte, da chiese del territorio diocesano. Il valore aggiunto di questo nuovo istituto è senz’altro il recuperato legame tra gli arredi, le suppellettili liturgiche realizzate nel corso dei secoli, e il luogo per il quale erano state create: residenze per l’esposizione eucaristica, paliotti, cartegloria, bendinelle etc.
In questo modo sarà evidente anche la valenza catechetica del nuovo allestimento, in particolare per i bambini e i ragazzi che si apprestano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Gli spazi della Chiesa, con il suo arredo, hanno imposto una disposizione obbligata delle opere e una esposizione parziale ma significativa rispetto alla cospicua quantità di manufatti artistici conservati dalla Diocesi di Volterra. Nelle vetrine della sacrestia hanno trovato adeguata collocazione anche alcuni ricordi dei vescovi legati a Volterra: l’anello in oro e alabastro appartenuto a mons. Vasco Giuseppe Bertelli, la croce pettorale e l’anello in oro e lapislazzuli lasciati alla diocesi dal compianto mons. Mansueto Bianchi, nonché la croce in argento regalata da mons. Mario Meini. Il Museo è corredato da pannelli didattici multimediali.
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