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il bilancio del comune 

Gli animi si scaldano sulle tasse locali

BIENTINA. La serata al Teatro delle Sfide ha cominciato a scaldarsi non appena l’attenzione si è orientata verso le tasche dei cittadini. «Se si guarda il bilancio 2015 si scopre che il Comune pesa...

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BIENTINA. La serata al Teatro delle Sfide ha cominciato a scaldarsi non appena l’attenzione si è orientata verso le tasche dei cittadini.
«Se si guarda il bilancio 2015 si scopre che il Comune pesa sui cittadini per 1. 200 euro a testa di tributi: sono troppi – ha detto Alfredo Martelloni di Alleanza per Bientina – Noi siamo per mettere mano ai bilanci ed abbassare questa cifra».
Filosofia abbracciata anche da Gianluca Vincenti, lista civica, che vede nel settore privato la via d’uscita: «Investimenti chiamano investimenti, non è più rinviabile il tema dell’attrazione di capitali privati, dobbiamo trovare persone disposte a investire nel comune e buoni motivi per portarle a farlo».
Sulla linea della continuità Dario Carmassi di Uniti per Bientina. «Paghiamo lo 0, 8% di Irpef, con esenzione totale sotto i 10mila euro. Una scelta che permette oggi ad una famiglia di reddito medio di pagare qualche centinaio di euro all’anno e vedersele ritornare attraverso servizi essenziali più economici rispetto ai Comuni vicini».
È sulla Tari che gli animi si scaldano, con l’accertamento della Corte dei Conti sul bilancio del 2014 e mutuo acceso dal Comune gettato nell’agone politico da Martelloni: «Chiedevate talmente tanto ai cittadini che questi non pagavano e avete finito per mettere in bilancio crediti inesigibili», ha detto rivolto a Carmassi, il quale ha replicato: «Di fronte agli effetti della crisi abbiamo fatto una scelta: tirare una riga, cambiare concessionaria della riscossione, ripulire il bilancio. Ora c’è da chiedere a Geofor di più».
Più cauto Vincenti: «In un bilancio pubblico mi meraviglierei se non trovassi del debito, bisogna vedere come lo si è creato. Una cosa è certa: con Geofor si deve fare la voce grossa».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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