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Muore ingegnere di 49 anni ucciso da una malattia

Muore ingegnere di 49 anni ucciso da una malattia

PONTEDERA. «Posso dire di essere stato un uomo fortunato ad aver avuto un figlio come lui».È l’orgoglio di un padre privato di un affetto che non conosce intensità di dolore quello che parla. Si...

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PONTEDERA. «Posso dire di essere stato un uomo fortunato ad aver avuto un figlio come lui».
È l’orgoglio di un padre privato di un affetto che non conosce intensità di dolore quello che parla. Si chiama Carlo Alberto ed è il papà di Benedetto Orvietani, ingegnere, sconfitto a 49 anni da una malattia. Una notizia che in città si è diffusa fin dal mattino lasciando un velo di tristezza nel cuore chi conosce la famiglia Orvietani.
Carlo Alberto, ex manager Fiat e per anni impegnato nella cultura e nel sociale (Fondazione Casa Cardinale Maffi) con una parentesi nella Misericordia di Pisa, e la signora Piera, presidente dell’associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani. Quella che si dice una famiglia in vista, conosciuta in tutta la provincia.
Orvietani era un dirigente di alto livello in Maserati e viveva a Modena da anni dove si era risposato dopo un primo matrimonio da cui era nata una figlia che ora ha 15 anni.
Era a capo di un gruppo di ricerca impegnato a migliorare produzione e performance della parte motoristica del marchio di lusso del gruppo Fiat. La diagnosi era arrivata quattordici mesi fa. Un malore lo aveva costretto a sottoporsi a una serie di controlli che uno affronta sperando di non doversi sentire dire quello che i medici, invece, comunicarono al manager.
I genitori non dovrebbero sopravvivere ai figli. Quando succede le parole servono a poco se non a ricordare chi continua a vivere nel cuore di chi resta. Diploma al liceo Dini e la laurea in ingegneria elettromeccanica, Orvietani aveva fatto l’Accademia e il servizio militare in Marina. L’inizio in Ferrari dal 1999 al 2006 e poi la consacrazione in Maserati dove aveva raggiunto i massimi livelli dirigenziali nell’area della ricerca sul prodotto. Ieri pomeriggio la residenza di famiglia alla Vettola è stata meta di un pellegrinaggio continuo. Una vicinanza ai genitori di Benedetto (la sorella arriverà da Los Angeles dove vive da anni) prima dell’ultimo saluto oggi alle 15 nella chiesa di San Piero a Grado.(p.b.)

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